Serie A: ha già vinto la Juventus?

La Serie A ha inaugurato il girone di ritorno dopo l’inutile ripresa della Coppa Italia, competizione ridotta ormai a barzelletta. Il Calciomercato ci potrebbe restituire un campionato totalmente nuovo, rispetto al girone d’andata. Sembra che alcuni equilibri siano già cambiati anche se la Juventus appare, per la prima volta in stagione, davvero intenzionata ad andare in fuga.

Serie A: comincia un nuovo campionato

Non ho mai amato particolarmente il Calciomercato. Soprattutto da quando le rose vengono ultimate dopo l’inizio della stagione, dopo la prima pausa per la Nazionale. L’ho sempre trovato illogico e irrispettoso. Sembra che le prime due giornate siano solo un inutile warm up. Così sono, in effetti, come l’inizio di gennaio, altro periodo che non amo – come non amo il mese di gennaio in generale, del resto. Il mercato di riparazione spesso non ripara ma sconvolge rose, vite, stagioni. Ci sono alcune certezze, come Enrico Preziosi che ogni sessione smonta e rimonta il Genoa; come quelle squadre che galleggiano, senza ambizioni europee e senza un concreto rischio retrocessione, che ne approfittano per sistemare i conti. Ci sono i delusi, come Matteo Politano che un giorno riuscirà a tornare alla Roma. Ci sono le deluse, che provano a mettere qualche toppa, a volte con successo.

Il Milan #izback

É il caso del Milan che, dopo aver sbagliato tutto quello che si poteva sbagliare, si è affidato a Zlatan Ibrahimovic. Ibra, per qualche milione di Euro, sta facendo un po’ tutto, in campo e fuori. Zlatan è psicologo, dirigente, motivatore, allenatore; prima punta, suggeritore, regista. #izback ha cambiato modulo al Milan, riuscendo a togliere dal campo alcune zavorre che sembravano tenere a fondo la squadra. Zlatan è riuscito a rianimare Stefano Pioli che, prima era contento della squadra dopo ogni sconfitta, oggi si gode carattere e voglia ritrovate, da capire fino a quando. Ectoplasmi come Samu Castillejo e Ante Rebić ora sembrano dei calciatori, così come altri lavativi paiono più diligenti. Sia chiaro, il Milan resta una squadra molto mediocre, ma in questo campionato si potrebbe andare a inserire dove le spetta, al sesto posto, a far da spartiacque tra la punta dell’iceberg e la massa sommersa. Chi l’avrebbe mai detto?

Unica vera domanda da porsi è: se dovesse arrivare in Europa, ci potrebbe andare per i parametri della UEFA?

Antonio Conte ha ragione: l’Inter è una squadra normale

Antonio Conte ha perfettamente ragione: l’Inter, se non spinge al massimo, è una squadra normale. In realtà tutte, in Italia, se non corrono a 200 chilometri all’ora sono squadre normali, a volte mediocri, spesso scarse. La Lazio è una squadra normale – lo dimostrano i punti persi a inizio stagione – che se va al massimo è da record, in questa Serie A. L’Inter è in calo fisiologico da qualche settimana ed ecco che la distanza tra i due club si è ridotta a due lunghezze. Il mercato potrebbe dare all’Inter le soluzioni per vincere la competizione con i Biancocelesti; per la Serie A, però, sembra ancora un po’ presto.

Il quarto posto

La Roma ha buone individualità e una coralità in via di definizione. L’Atalanta ha una coralità eccellente; alle individualità preferisce ingranaggi perfetti. Questo le rende due formazioni normali, a livello europeo, che si giocano il quarto posto in Italia. Quel quarto posto destinato alla Lazio, con l’Inter al terzo e il Napoli al secondo, dai pronostici d’inizio stagione. Il Napoli però si è sgonfiato. Aveva coralità e il giusto mix di individualità e meccanismi oliati, peccato per la presunzione del suo Presidentissimo che ha buttato un cerino acceso in una polveriera, riportando alla normalità una rosa priva di veri campioni.

Quel quarto posto, l’ultimo utile per la Champions League, che la UEFA ha regalato all’Italia; un premio privo di ogni fondamento. Il calcio italiano non rappresenta in alcun modo un’eccellenza, né tecnica, né strutturale, né politica. L’Italia sta ricostruendo oggi la propria credibilità tecnica dopo anni di figuracce; non riesce a trovare una soluzione al problema stadi e infrastrutture; in tutto questo caos non ci sono dirigenti in grado di guidare la rivoluzione necessaria.

Serie A: ha già vinto la Juventus?

Tolte le prime quattro inseguitrici della Juventus, restano una schiera di squadre senza particolari eccellenze e ambizioni. Milan, Fiorentina e Torino dovrebbero essere lo spartiacque tra i due mondi, ma le difficoltà iniziali le hanno livellate alle altre concorrenti. Il Napoli è ovviamente l’eccezione che conferma la regola.

La Juventus, invece, è l’unica vera eccellenza del calcio italiano. Lo è certamente tra i confini, mentre in Europa rientra in un gruppo, certamente d’eccellenza, ma non ancora esclusivo. L’arrivo di Maurizio Sarri dovrebbe segnare il cambio di mentalità; per ora dimostra solo che la Juventus si auto-gestisce e che Massimiliano Allegri lo aveva capito. Riuscirà il prode Maurizio a sarrizzare la Juventus più di quanto la Vecchia Signora l’abbia già posseduto?

Ai posteri/L’ardua sentenza

Ai posteri/L’ardua sentenza, scriverebbe Alessandro Manzoni ne Il cinque maggio, che porta bene a Juventus e Lazio, molto meno all’Inter.

Detesto i pronostici, ma darei alla Juventus un 50% di possibilità di vittoria, distribuendo in parti uguali la restante percentuale tra Inter e Lazio. I Nerazzurri dovranno passare necessariamente dal mercato, che potrebbe davvero dare ad Antonio Conte nuova linfa per lo sprint finale. I Biancocelesti, al momento, infatti, sembrano avere più soluzioni. L’Inter viaggia su un unico spartito, vera colpa di Antonio Conte. La Lazio viaggia in perfetto equilibrio tra le idee di Inzaghi e le caratteristiche dei calciatori a disposizione. Un lavoro costruito in anni, che i successi di questi mesi stanno consolidando: durerà?

Questo sprint della Juventus non è certo decisivo, ma obbliga le due inseguitrici a dare una risposta importante. Un ulteriore passo falso dell’Inter e un rallentamento della Lazio darebbero alla Juventus la possibilità di gestire il ritorno della Champions League con tranquillità; in pratica servirebbe un miracolo a Inter e Lazio per rientrare in corsa.

Come finirà?

Ai posteri/L’ardua sentenza, scriverebbe Alessandro Manzoni ne Il cinque maggio, che porta bene a Juventus e Lazio, molto meno all’Inter.

Tommaso Lavizzari
Giornalista, scrittore e autore. Si occupa di lifestyle e di sport in tutte le loro declinazioni. É stato Direttore editoriale di Sport Tribune e Soccer Illustrated per Bel Vivere Media. É collaboratore di varie realtà editoriali, tra cui GQ, Esquire, Macro Cultura e Spettacoli de Il Messaggero, Fashion Illustrated e molte altre. Si occupa principalmente di creare e sviluppare progetti editoriali per brand, realtà aziendali e imprenditoriali di varia natura. É autore, conduttore e regista di C’era una volta O Rei, format dedicato a una visione più pop del calcio e dello sport. É commentatore calcistico per SportItalia e altre televisioni private. Ha una rubrica personale dedicata al calcio su cisiamo.info chiamata «Contropiede». Nel 2014 ha realizzato con Francesco Aldo Fiorentino, per Volo Libero Edizioni, il libro «Surfplay, il migliore è quello che si diverte di più». Nel 2018, sempre con Francesco Aldo