Nuovo San Siro, spunta l’ipotesi sport district

Proseguono gli inconti tra il club e l'amministrazione comunale: nasce un'idea che consentirebbe di salvare l'attuale impianto

San Siro
Lo stadio di San Siro (Foto: Wikipedia)

Il futuro di San Siro, nonostante lo scetticismo del Comune di Milano, è ancora tutto da scrivere, ma Milan e Inter sembrano ormai propense a puntare su un nuovo stadio con l’obiettivo di incrementare i ricavi e aumentare anche il proprio livello di competitività. Ma cosa ne sarà dell’attuale impianto? L’amministrazione cittadina sarebbe propensa a conservare una struttura che ha segnato la storia della città, ma il progetto sembra ancora in divenire.

Prosegue il dialogo club-Comune

Puntare su uno stadio di proprietà è ormai diventato imprescindibile per ogni club che desidera poter accrescere i ricavi e competere così a livello delle grandi potenze europee. Una lacuna che Milan e Inter non sono riuscite ancora a colmare, ma entrambe si sono ormai convinte di come questa idea debba essere portata avanti senza alcuna remora.

I problemi burocratici, però, non mancano, a partire dall’opposizione del sindaco Beppe Sala, che non ha mai nascosto come preferirebbe che le due squadre pensassero a ristrutturare San Siro.

Nella mente delle società ci sarebbero pensieri differenti, ma nel frattempo ci si sta guardando attorno per perseguire una strada che possa essere più conciliante e accontentare entrambe le parti. Milan e Inter hanno incontrato in giornata i rappresentanti di Palazzo Marino per presentare due ipotesi progettuali di rifunzionalizzazione dell’attuale Meazza, nel contesto della realizzazione di un nuovo Stadio per Milano a San Siro. Si prevede così una rifunzionalizzazione del Meazza destinandolo prevalentemente a funzioni sportive di base e a funzioni di intrattenimento per far vivere il distretto di San Siro 365 giorni all’anno, in ottica di servizio e beneficio per la cittadinanza.

Il prossimo incontro con i tecnici del Comune per valutare le proposte si potrebbe tenere tra 10 giorni, ma sempre tenendo conto le linee guida indicate dalla Giunta e dal primo cittadino.