Calciopoli, doccia fredda per la Juventus: esauriti i gradi della giustizia sportiva

A novembre l'ultimo ricorso presentato dal club bianconero è stato respinto: ora le motivazioni

Muore un 28enne su un campo di calcio
Muore un 28enne su un campo di calcio

Nonostante siano passati ormai diversi anni, è ancora difficile per molti appassionati dimenticare Calciopoli e le sue conseguenze. I tifosi interisti, nonostante uno scudetto assegnato a tavolino, infatti, continuano a pensare di essere stati vittime di un’ingiustizia durata anni, mentre gran parte degli juventini non hanno accettato la retrocessione in Serie B, ritenuta una sanzione troppo pesante che ha certamente danneggiato il club negli anni, pur essendo ora il più solido sul piano economico in Italia.

La società pluricampione d’Italia non si è però mai arresa e ha provato più volte a far valere i suoi interessi anche in sede giudiziaria. L’esito è però sempre stato negativo e non potrà più essere appellabile: tutti i gradi di giudizio sono ormai esauriti.

Niente da fare per i bianconeri

L’8 novembre scorso era arrivata la decisione del Collegio di Garanzia del Coni secondo cui il ricorso della Juventus in merito all’assegnazione dello scudetto 2005/06 all’Inter era da considerarsi inammissibile. Una sentenza certamente pesante per il club bianconero, che non aveva mai accettato quanto accaduto ormai più di dieci anni fa e che aveva portato alla revoca di ben due scudetti (in realtà, il club li ha sempre esibiti e ritenuti legittimi).

A chiarire meglio la presa di posizione dell’organismo sono le motivazioni di quella sentenza, rese note in queste ore. Secondo il Collegio presieduto da Franco Frattini le doglianze della Juve “non avrebbero potuto più essere oggetto di deliberazione alcuna da parte del sistema di giustizia sportiva”.

Parole che suonano come pietre e che precisano come il procedimento, almeno sul piano giuridico, possa ormai considerarsi concluso. Se il club pluricampione d’Italia dovesse quindi ancora non ritenersi soddisfatto dovrà, inevitabilmente, valutare altre strade.

Nel corso degli anni sono stati ben 30 i tentativi messi in atto dalla società bianconera, ma tutti con esito negativo. Nel corso del ricorso, come precisato dal Corriere della Sera, si era inoltre sottolineato che la Corte d’Appello federale fosse composta da membri decaduti dopo l’introduzione del nuovo codice di giustizia sportiva. La risposta arrivata era stata però di tutt’atro avviso: i giudici sarebbero dovuti restare nelle loro funzioni sino all’effettivo insediamento dei sostituti.