#IZBACK, il Milan no, mentre l’Inter è sempre la stessa

#IZBACK. Zlatan Ibrahimovic è tornato, il Milan no. La Juventus è tornata, il Napoli no. La Roma è ancora in vacanza ma è rientrato il Torino; mentre Lazio e Atalanta non sembrano esserci andate. Esattamente come l’Inter, che è sempre la stessa.

#IZBACK

Stefano Pioli e Zlatan Ibrahimovic, insieme, dovrebbero riempire il vuoto di praticità tattica e personalità lasciato dall’addio di Rino Gattuso.

Due allenatori, di cui uno sceglierà quando giocare in totale autonomia, per sostituire il Maestro Giampaolo, chiamato qualche mese fa a guidare verso la luce un branco di fannulloni più o meno capaci. Una delle pagine più tristi della storia di una Società cui hanno distrutto il DNA: il Milan.

C’era una volta un progetto

Sembrava esserci un progetto legato alla qualità del gioco. Gattuso non è riuscito a soddisfare il fine palato della nuova dirigenza, nonostante il miracolo fosse a un punto. Il progetto giovani, sotto la confusa guida di Marco Giampaolo, è colato a picco più rapidamente del Titanic e ha pagato Don Chisciotte, il Maestro. I mulini a vento sono rimasti esattamente dov’erano e sono stati affidati alle amorevoli cure di Stefano Pioli; troppo amorevoli. Il Michael Stipe di Parma, che della fase REM ha il sonno ma non i sogni, non solo non è riuscito a migliorare la situazione ma ha anche dichiarato costantemente di essere contento, dopo ogni dimostrazione di vuoto pneumatico della sue banderuole. Ecco che arrivano le scoppole di Bergamo e il colpo di scena, in perfetto stile Publitalia ’80, con relativo sostegno mediatico: dal Titanic all’iceberg. #IZBACK

Ibrahimovic è tornato, Atalanta e Lazio non se ne sono mai andate

Ibrahimovic è tornato, il Milan no, lo ha salvato solo Gigio Donnarumma. Se dall’altra parte ci fosse stata l’Atalanta, forse il risultato non sarebbe stato diverso da quello di Bergamo. L’Atalanta l’ha replicato contro il Parma rivelazione di stagione. In vacanza, la Dea sembra non esserci andata. La Lazio accusa la sbornia di Riad, ma si riprende e passa anche a Brescia.

Torna la Juventus, non la Roma

Torna da Riad una Juventus vincente ma convincente quanto il nuovo look di Cristiano Ronaldo. CR7, anche in versione Johnny Groove, ne fa tre e serve un assist al Pipita Higuain. Resta da capire quanto abbia influito l’inconsistente e inconsueta arrendevolezza del Cagliari.

La Roma è apparsa come una classe durante l’ora di supplenza. Forse il passaggio di proprietà, seppur ovattato dal silenzio, sta togliendo un po’ di cattiveria alle truppe di Paulo Fonseca, meno decise rispetto a quelle granata di Walter Mazzarri. Doppietta di Andrea Belotti, che risponde a Ciro Immobile e precede Romelu Lukaku.

L’Inter si conferma

L’ex attaccante del Manchester United trascina l’Inter al San Paolo in coppia con Lautaro Martinez: 30 gol in due. Tutto l’attacco del Napoli ne ha fatto uno in più. La partenza di Raul Albiòl si è rivelata pesante, come avevo previsto.

La praticità di Gattuso farà bene al Napoli. Il danno lo hanno confezionato Aurelio De Laurentiis e Carlo Ancelotti. Il primo ha affidato con presunzione un gruppo di calciatori normali a uno stanco gestore di campioni; il secondo non ha avuto l’umiltà di ascoltare il gruppo, semplificare le proprie idee e rimettersi in gioco davvero.

Viva la semplicità

Chi è partito con progetti di calcio spumeggiante si è dovuto ricredere. Fonseca ha avuto l’intelligenza di capire; altri non l’han capito e sono stati sostituiti dalla praticità. Chi è partito con idee chiare, invece, veleggia ad alta quota.

L’ossessiva ripetitività del calcio di Antonio Conte ha dato subito un’identità a una squadra tutt’altro che completa, ma che, arricchita da elementi funzionali, lo può diventare in breve tempo. La costanza di Simone Inzaghi e Gian Piero Gasperini non ha tradito l’ennesimo esame. Stiamo parlando di squadre del tutto normali, che in Italia risultano essere eccellenze.

Ci vuole poco per far bene in Italia e chi afferma che il livello sia cresciuto, mente o è in malafede. La Juventus è un discorso a parte rispetto all’Italia, può permettersi una sorta di auto-gestione tattica quando non riesce a eseguire i dettami di Sarri. In Europa, però, resta una squadra che per vincere si deve migliorare molto.

Il calcio lo fanno i calciatori

Il calcio dipende dalle qualità dei calciatori, che si chiami Guardiolismo, Cholismo, Sarrismo, Contismo, Kloppismo. Il calcio totale esiste se si hanno i calciatori per farlo. Il calcio pragmatico, invece, si adatta al materiale a disposizione e si basa sul concetto che: chiunque si abbia in rosa, la base è imparare a difendere, per poi sfruttare le caratteristiche di chi si ha davanti per fare gol, meglio se uno che fa reparto da solo.

Il calcio di oggi, probabilmente, esasperato dal punto di vista fisico e sempre meno tecnico, va naturalmente verso la spontaneità del gioco più semplice, pratico, verticale, che sfrutta le caratteristiche dei calciatori a disposizione in modo diretto, semplice, a discapito del Tiki Taka di penultima generazione.

Non c’è n’è un calcio migliore o uno peggiore, purché ci sia logica e funzionalità nelle scelte. Aspetti sempre più rari nelle mediocri dirigenze italiane.

In poche parole: prima della filosofia servono i calciatori, sempre e comunque. Se hai Xavi e Iniesta puoi fare quello che vuoi, altrimenti non resta che #IZBACK

Tommaso Lavizzari
Giornalista, scrittore e autore. Si occupa di lifestyle e di sport in tutte le loro declinazioni. É stato Direttore editoriale di Sport Tribune e Soccer Illustrated per Bel Vivere Media. É collaboratore di varie realtà editoriali, tra cui GQ, Esquire, Macro Cultura e Spettacoli de Il Messaggero, Fashion Illustrated e molte altre. Si occupa principalmente di creare e sviluppare progetti editoriali per brand, realtà aziendali e imprenditoriali di varia natura. É autore, conduttore e regista di C’era una volta O Rei, format dedicato a una visione più pop del calcio e dello sport. É commentatore calcistico per SportItalia e altre televisioni private. Ha una rubrica personale dedicata al calcio su cisiamo.info chiamata «Contropiede». Nel 2014 ha realizzato con Francesco Aldo Fiorentino, per Volo Libero Edizioni, il libro «Surfplay, il migliore è quello che si diverte di più». Nel 2018, sempre con Francesco Aldo