Derby Milan-Inter, sarà la partita più importante per entrambe le squadre

Il derby tra Milan e Inter, anche se il campionato è appena iniziato, rischia di essere già una partita decisiva per entrambe le squadre.

Derby Milan-Inter
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Il derby tra Milan e Inter, anche se il campionato è appena iniziato, rischia di essere già una partita decisiva per entrambe le squadre. L’Inter, ancora a punteggio pieno, deve dimostrare che il pareggio di martedì in Champions è stato solo un incidente di percorso. Inoltre, deve confermare le buone prestazioni in campionato anche contro una grande. E se poi questa grande è il Milan la partita allora prende valenza doppia. La squadra allenata da Giampaolo, al contrario, pur venendo da due vittorie consecutive, non ha mai giocato bene. Una figuraccia contro i cugini, dunque, potrebbe già segnare il destino dell’allenatore abruzzese.

Derby tra Milan e Inter

Se non altro, però, l’allenatore del Milan può vantare uno score favoloso nei derby: 4 vittorie e 2 pareggi contro il Genoa. “Non si va in guerra, ma a giocare una partita di calcio“, ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport. La partita di sabato rappresenta il primo derby della Madonnina per Giampaolo.

Per l’Inter c’è invece subito da far dimenticare il deludente pareggio contro lo Slavia Praga. Secondo quanto scrive Tuttosport, l’allenatore Antonio Conte avrebbe già sciolto gli ultimi dubbi di formazione. Contro i rossoneri dovrebbero rientrare gli uruguayani Godin e Vecino. In attacco spazio alla coppia che promette di essere stellare: Romelu Lukaku e Lautaro Martinez.

Maldini sul derby

L’uomo che ha giocato più di 50 derby si chiama Paolo Maldini, ora dirigente del Milan dopo che, con quella maglia, ha alzato decine di trofei. “È sempre una grande emozione – dichiara -. Ma devo dire che, grazie a Dio, l’importanza di questo derby non è superiore all’importanza di vincere qualcosa nella stagione. In altre città il derby è ancora più importante perché le due squadre non sono mai arrivate a obiettivi ancora più alti rispetto a una partita singola”.

Maldini, che ora non può più giocare, racconta come vivrà la partita: “La differenza è enorme. Non giochi la partita, non ti prepari per giocarla ma per vederla. A livello di stress è molto più impattante la partita vista che quella giocata. Giocando riesci a sfogare quelli che sono i tuoi istinti, le tue paure e le tue preoccupazioni”.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.