Daniel Ricciardo: «La F1 non è noiosa, è prevedibile»

Intervista a Daniel Ricciardo in vista del Gran Premio di Formula 1 che si terrà a Monza questo weekend, ma anche sulle sue passioni, sulle sue emozioni e su quello che vorrà fare in futuro.

Daniel Ricciardo è un pilota australiano, con origini italiane, con grande talento, ma soprattutto con un gran sorriso. Ha 30 anni, guida una Renault, da quest’anno, ha vinto sette gran premi e ha conquistato 29 podi in carriera e… sorride sempre. Anche quando deve nascondere l’imbarazzo per evitare domande scomode. Anche se qui non ne abbiamo fatte, ci siamo limitati a scoprire qualcosa in più di Daniel.

F1 – Gran Premio di Monza

Sabato e Domenica va in scena il GP d’Italia, un vero culto per gli amanti della velocità, del motorsport e delle grandi sfide. Ricciardo è uno dei piloti più amati dai tifosi italiani e lui ricambia sempre educatamente.

Che rapporto hai con l’Italia?
«Mi sento italiano e ho una cultura italiana. Amo la pizza e conosco l’inno di Mameli. Mi ricordo la prima volta a Monza: è stato bellissimo. Il pubblico mi ha circondato. Il tifo è sempre molto caloroso».

Hai sensazioni positive per questo weekend?
«Ho visto le previsioni del meteo. Sembra possa piovere, speriamo. Quando piove ci sono più possibilità che anche altri piloti, oltre a quelli che sono sempre davanti, possa fare bene in gara. E poi è divertente guidare sulla pioggia, ma bisogna stare molto attenti perché è pericoloso e ci sono molte incognite».

Il futuro

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?
«Entro cinque anni voglio puntare a vincere il Mondiale, questo è il mio obiettivo a lungo termine. Nel breve invece voglio migliorare la guida. Il team sta sistemando e migliorando l’aerodinamica, che sarà anche il focus per il 2020. Dobbiamo trovare un miglior bilanciamento tra carico e velocità. Renault è un grande team, ha una grande storia di successi».

E dopo, cosa vuoi fare?
«Correrò altri 5, massimo 10 anni. Poi basta macchine – dice ridendo – voglio godermi la mia fattoria in Australia. Non voglio occupare qualche ruolo in F1. Quando mi ritiro da pilota voglio stare tranquillo».

Passioni ed emozioni

Quali sono le tue passioni, oltre alle auto?
«Mi piace tanto la musica. Di tutti i tipi: elettronica, hip hop, rock, metal. Tutta. E poi mi piace andare in bicicletta, quella Mountain bike, e le moto da cross. Faccio un sacco di gare con gli amici. Sono andato per la prima volta a guidare le minimoto a casa di Sete Gibernau, a Barcellona, mi sono divertito tanto». 

E il surf?
«Ah, già – mi dice ridendo Daniel – surfing yes. Ma i miei genitori avevano paura degli squali e non mi hanno portato spesso al mare nonostante abitassimo vicinissimo alla spiaggia. Le poche volte che ho surfato mi è piaciuto, ma sono scarso».

Cosa fai la sera prima di una gara?
«La sera prima cerco di rilassarmi, guardo la tv, ascolto musica e cerco di non pensare alla gara, altrimenti non riesco a dormire e a riposare». 

E prima che il semaforo si spenga?
«Cerco di allontanare qualsiasi pensiero e di concentrarmi sulla partenza».

Le gare di Formula 1 sono noiose?
«Sì – ride, rido anche io, ridono tutti in realtà – è vero. Mio padre guarda quattro giri, dopo la partenza, e poi va a fare un pisolino perché sa già cosa succederà. È questo il problema, le gare di Formula 1 non sono noiose, ma sono prevedibili».

Fabio Fagnani
Giornalista e docente, in quest'ordine. Mi piacciono le discussioni, il calcio, il motorsport, il cinema, le serie TV, i fumetti, la tecnologia. Amo la politica e odio i politici. Guardo verso il futuro con un occhio sul passato. Sono stato Coordinatore Editoriale di Urban Magazine, Soccer Illustrated e Riders; contributor per Rolling Stone, Wired.it, Linkiesta.it, Moto.it, Dueruote e voce della MotoGP per Radio Sportiva. Oggi alle prese con la direzione di Cisiamo.info.