Calciomercato, Pippo Russo: “La bolla delle plusvalenze è distruttiva”

Il calciomercato è terminato e come ogni stagione le società più furbe hanno sistemato i bilanci. Pippo Russo ci spiega meglio come funziona il mondo delle plusvalenze.

Il calciomercato è finalmente terminato, le telenovelas sportive che ci siamo portati dietro per tutta l’estate hanno avuto un epilogo, poco importa se positivo – come Icardi al PSG – o negativo – come James Rodriguez, rimasto a Madrid invece che andare a Napoli. Come ogni sessione estiva qualche società è riuscita nell’intento di realizzare plusvalenze notevoli, riuscendo così a sistemare i bilanci. Abbiamo fatto due chiacchiere con Pippo Russo, esperto di trattative, saggista e penna di CalcioMercato.com, il sito di riferimento per gli amanti della compravendita di calciatori. 

Il calciomercato è sempre più in mano ai manager dei calciatori piuttosto che ai direttori sportivi?
Gli agenti sono i veri motori del mercato, ma è sbagliato pensare che i direttori sportivi abbiano perso potere. È vero il contrario: sono più potenti che mai, e nelle società di calcio si sono ritagliati un ruolo di piena autonomia, spesso sottratto al controllo di presidenti e proprietari delle società. Il nervo scoperto nell’attuale struttura di potere del calciomercato sta proprio nelle alleanze fra agenti e direttori sportivi.

Tu hai scritto un libro su Mendes, in questo momento insieme a Raiola, l’agente che fa girare più soldi nel mondo del calcio, ma che figure professionali sono diventati i manager dei calciatori?
Mendes e Raiola sono super-agenti, cioè soggetti che il mercato lo creano anziché intermediarlo. Dunque fanno storia a sé. Ma è anche vero che fanno da modelli, e che perciò gli agenti di rango minore provino a imitarne lo stile. Ciò porta la figura professionale a mutare nel senso di assorbire un numero crescente di mansioni, oltre alla mera gestione della carriera di calciatori.

Ogni stagione prevede due sessioni di calciomercato, estiva e invernale, e il mondo sembra essere entusiasta della compravendita di calciatori e lo dimostrano gli ascolti e le visualizzazioni di programmi e siti di settore, secondo te perché c’è questo fascino del market dei giocatori?
Il calciomercato è lo spazio dei sogni, lo è da sempre. Ma a partire da una ventina di anni a questa parte esso si è esteso oltre i tempi canonici. È calciomercato tutto l’anno, e a volte pare che il vero centro del calcio sia il mercato e non il campo da gioco. Non credo che il calciomercato affascini davvero. È che viene messo nell’agenda quotidiana come una cosa essenziale.

«È calciomercato tutto l’anno, e a volte pare che il vero centro del calcio sia il mercato e non il campo da gioco»

Arriviamo a una nota dolente: le plusvalenze. Anche in questa sessione di mercato le società hanno rincorso a lungo delle cessioni per sistemare i bilanci. Ma sono sempre tutte trattative pulite? Spesso sembra che i valori dei calciatori vengano leggermente gonfiati.
Gonfiati lo sono certamente, specie quando si assiste allo scambio di calciatori. Conviene a entrambe le società, che si scambiano sia la plusvalenza sulla cessione che l’attivo di bilancio sul calciatore in entrata. Ma di questo passo si sta gonfiando una bolla potenzialmente distruttiva.

Ma chi interviene nel controllo delle valutazioni dei trasferimenti? C’è un ente che si occupa di verificare che le società non esasperino il valore del proprio patrimonio?
Allo stato dei fatti non interviene nessuno. Il ruolo di controllo della Covisoc è di verificare la correttezza formale dei conti e dei bilanci, il merito dei valori finanziari scambiati non viene sindacato.

Secondo te c’è un modo serio e diligente per controllare l’operato delle società italiane, senza strozzarle dai controlli, ma senza, al contrario, farsi strozzare dalla furbizia di qualche dirigente?
Bisognerebbe intervenire ex post. Se un calciatore trasferito per una cifra rilevante non viene poi utilizzato dalla società che lo acquisisce, o addirittura viene girato a una società di categoria inferiore, allora si deve trovare il modo di ristabilire la verità delle cose.

In questa sessione di mercato appena conclusa ci sono state cessioni che ti hanno fatto storcere il naso?
Aver lasciato andare via Kean e Cutrone è un delitto.

La questione Icardi è l’ennesima battaglia tra giocatore e società. Secondo te perché i giocatori hanno sempre più forza a livello contrattuale?
Intanto direi che dipenda dai calciatori. E quando si tratta di calciatori di quel livello, è come se parlassimo di aziende individuali che agiscono in piena autonomia. L’errore è continuare a pensare che questi calciatori siano dipendenti delle società per cui sono tesserati. Si sono trasformati in qualcosa d’altro, pur continuando a essere dei salariati. 

Fabio Fagnani
Giornalista e docente, in quest'ordine. Mi piacciono le discussioni, il calcio, il motorsport, il cinema, le serie TV, i fumetti, la tecnologia. Amo la politica e odio i politici. Guardo verso il futuro con un occhio sul passato. Sono stato Coordinatore Editoriale di Urban Magazine, Soccer Illustrated e Riders; contributor per Rolling Stone, Wired.it, Linkiesta.it, Moto.it, Dueruote e voce della MotoGP per Radio Sportiva. Oggi alle prese con la direzione di Cisiamo.info.