Massimo Drago a CiSiamo.info: «I giovani possono offrire tanto al calcio»

Intervista di Massimo Drago ai microfoni di CiSiamo.info. L'allenatore parla dei tanti giovani e della loro crescita calcistica e mentale.

Massimo Drago
Massimo Drago (foto Youtube)
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Protagonisti del mercato, italiani, giovani, e forti, chi all’Inter, chi alla Juventus, chi al Milan, tanti dei talenti in rampa di lancio sbocciati grazie ai consigli di Massimo Drago che tra Crotone e Cesena ne ha lanciati tanti. Il tecnico racconta gli inizi e i primi approcci al calcio che conta di alcuni dei migliori talenti del calcio italiano in esclusiva a CiSiamo.info.

Che ricordi hai di Sensi?

“Ricordo questo ragazzino non molto alto e che mi dissero quando si è presentato che era stato già promesso al Santarcangelo, in Lega Pro. Appena lo vidi giocare, anche se sotto l’aspetto fisico non sembrava tanto un giocatore di calcio, ho subito pensato che ci avrebbe potuto dare una mano e che avrebbe avuto un grande futuro”.

Hai allenato anche Kessié, che probabilmente non si sta esprimendo al meglio al Milan. Secondo te perché?

“Sotto l’aspetto caratteriale è uno molto duro, bisogna saperlo prendere e saper usare bastone e carota. È molto più maturo rispetto all’età che ha. È un giocatore di grandissima qualità. Nel Milan l’anno scorso ha fatto un grandissimo campionato, quest’anno di meno, però non è mai andato sotto lo standard di sufficienza. Anche questa maturazione, a tratti esuberante, l’ha penalizzato quest’anno”.

Un po’ per problemi fisici, un po’ per sfortuna, chi non si sta esprimendo ad alti livelli è Caldara. A tuo avviso il calcio italiano può ancora fare affidamento su questo difensore di grande livello,

“Sicuramente. Mattia lo definisco un soldato. Sarebbe stato un giocatore da Juve al di là delle qualità tecniche. È un calciatore di grandissima concentrazione, nella sua testa c’è solo il calcio e la voglia di migliorarsi. Mi spiace perché sta subendo diversi infortuni, ma sicuramente tornerà più forte di prima”.

Bernardeschi è uno dei calciatori su cui la Nazionale deve puntare per i prossimi 10 anni?

“Sicuramente quello che si è sempre pensato di Federico è che sotto l’aspetto mentale mollasse, invece già da quando era al Crotone si vedeva che era un giocatore che voleva arrivare, che usava gli allenamenti per migliorarsi anche individualmente. Per lui ogni allenamento era una partita, aveva già queste grandi qualità fisiche, tattiche e tecniche che poi con gli anni ha migliorato. Siamo stati bravi a prenderlo, lo avevo visto giocare a Gubbio in una partita della Fiorentina Primavera. Vedevo questo ragazzo esile che aveva qualcosa in più rispetto agli altri”.

Quali sono altri due giocatori che hai allenato e godono di grande talento ma finora non hanno reso?

“Alfred Gomis. Non riesco a capire perché non riesca ad imporsi in una squadra di Serie A. Ha grandissime qualità, è un grandissimo portiere. L’altro è Danilo (Cataldi, ndr), credevo che avrebbe fatto lo stesso percorso che ha fatto Florenzi alla Roma”.

A proposito di Florenzi, si notava da subito che aveva le stigmate del predestinato?

“Sì, è un giocatore fenomenale. Per un calciatore appena uscito dalla Primavera che si trova in Serie B per i primi 3/4 mesi ci vuole un adattamento che non tutti riescono ad avere. Lui invece dal primo giorno si impose come un calciatore già pronto per giocare in Serie B. Non ha avuto bisogno di quel periodo di adattamento. Poi poteva fare il terzino, il trequartista, la mezzala: in qualsiasi ruolo lo si metteva rendeva al massimo”.