Polonia-Israele finisce 4-0 e la Federcalcio parla di “pogrom”: bufera di polemiche

La partita di qualificazione per gli europei 2020 Polonia-Israele si è conclusa 4-0 per la Polonia, che ha parlato di "pogrom" scatendando le polemiche

polonia-israele
polonia-israele
Clicca qui per ascoltare l'articolo

Poker di gol della nazionale polacca a quella israeliana e full servito di cattivo, anzi, pessimo gusto della Federazione, che celebra la vittoria con un offensivo “Questo è un pogrom”. Israele e il Centro Wiesenthal non sono rimasti inermi e chiedono scuse formali dal gohta calcistico di un Paese che con Gerusalemme ha già avuto le sue frizioni.

Qualificazioni agli europei 2020, Polonia-Israele

E’ accaduto che in occasione della partita valida per le qualificazioni agli Europei di calcio 2020 la Polonia abbia battuto Israele per 4 a 0. Nulla di che a ben vedere, ma il commento postato e subito dopo cancellato ma ormai troppo tardi dalla Federcalcio polacca “Uniti da un pallone” ha fatto faville, e non in senso buono: “Goooooool! Questo è un già un pogrom!. I pogrom, solo per rimpolpare la memoria storica, erano le persecuzioni con cui in passato il popolo ebraico era stato messo alla berlina, metaforicamente e concretamente, e lo spauracchio dell’antisemitismo è stato sbandierato un po’ dovunque, dopo la pubblicazione di quel post.

Le giustificazioni

Peggiori del fatto sono state le giustificazioni allo stesso. A pensarci il portavoce della federazione Jakub Kwiatkowski che, interpellato dal magazine polacco Polityca, ha affermato: “Nelle partite viene spesso usata la parola ‘pogrom’. Se avessimo un tale approccio, non potremmo usare la parola ‘bruciato’ nelle cronache. Forse questa parola era imbarazzante perché solleva inutilmente queste emozioni”. L’anno scorso la Polonia aveva varato una legge che aveva incrinato già molto i rapporti con Gerusalemme, una legge che “rende illegale attribuire alla nazione polacca i crimini nazisti, tra cui la gestione del campo di sterminio di Auschwitz” (Fonte il Fatto Quotidiano). Il direttore del centro Wiesenthal, Efraim Zuroff, ha intanto definito sull’Ansa il post “semplicemente vergognoso, inaccettabile” e dei polacchi ha detto che “eccellono nel calcio ma non nella sensibilità”.

Giampiero Casoni
Giampiero Casoni, 50enne nato a Cassino, è da sempre un cronista di giudiziaria. Ha collaborato ed operato in redazione per Ciociara Oggi, La Provincia, di cui ha curato anche l'edizione nazionale e Provincia quotidiano, che ha recentemente accompagnato in esequie editoriali. Ha partecipato alla fondazione e vita di numerosi free press e pubblicato pezzi per agenzie dell'Alto Casertano aventi a tema soprattutto la camorra aversana. Autore di numerose inchieste sulla camorra domitia dei La Torre, si è cimentato anche con la scrittura, pubblicando romanzi sui clan secondiglianesi e sillogi poetiche. Appassionato di storia e umorista a tempo perso, cura con molta approssimazione e svogliatezza il blog Bignè all'aceto, di cui intende, da qui a qualche secolo, riesumare i fasti potenziali assieme alla compagna, la scrittrice Monia Lauroni, moderna eroina martirizzata dal suo perenne borbottare.