Zangrillo: “Noi sinceri, non negazionisti”

Alberto Zangrillo, prorettore dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, non ci sta dopo l'evento in Senato.

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Coronavirus, l'Oms contro Zangrillo: "Non è vero che se n'è andato"

Alberto Zangrillo, prorettore dell’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, non ci sta dopo l’evento in Senato. “Essere definito negazionista dopo aver visto personalmente ognuno dei circa 1.200 malati di Covid-19 curati al San Raffaele, dopo aver lavorato notte e giorno fino al 18 aprile nelle 5 rianimazioni dell’ospedale e dopo aver personalmente trasportato malati gravissimi nel mio reparto, mi porta a considerare gli autori delle accuse quali persone in malafede, che si espongono al rischio di querela per diffamazione”.

Le parole di Zangrillo

Il medico cura, dice la verità, si preoccupa responsabilmente, infonde coraggio e, se sostenuto dalle evidenze, esprime fiducia e ottimismo. Il medico ha una visione completa della complessa situazione sanitaria, che impone di dare risposte anche alle patologie che non si prevengono con la mascherina e il lavaggio frequente delle mani. Chi continua a scuotere la testa e allargare le braccia di fronte alle evidenze ha evidentemente altri interessi e farà presto una pessima figura”.

Le parole di Bassetti

Gli fa eco Bassetti, sempre all’Adnkronos Salute. “Sono molto amareggiato dopo tutto il lavoro fatto in corsia contro Covid-19, sentirmi dire che sono un negazionista, dopo aver fatto una relazione di 8 minuti su Covid-19 nella mia realtà. Mi sono limitato a intervenire ad un convegno in Senato e a raccontare in pochi minuti la mia esperienza. E alcune affermazioni fatte in quel congresso non le condivido. Ma sono schifato dalla macchina del fango. Sono un professore universitario, faccio ricerca e non ci sto a farmi dare del negazionista da colleghi che, piuttosto, farebbero bene a leggere i miei lavori su questa malattia. E’ negazionista, piuttosto, chi nega il lavoro altrui. A questo punto la macchina del fango ha raggiunto livelli inaccettabili. Ci deve essere un pensiero unico nella scienza? Non mi piace un Paese così: la medicina ha bisogno di pluralità e fermento di idee”.