Coronavirus, l’Italia dei tamponi: Veneto-top, Campania in fondo

Coronavirus, l'Italia dei tamponi: top il Veneto, in fondo la Campania. A dirlo è il report dell'Alta scuola di economia e management dei servizi sanitari dell'Università Cattolica di Roma

Coronavirus, l'Italia dei tamponi: top il Veneto, in fondo la Campania
Coronavirus, l'Italia dei tamponi: top il Veneto, in fondo la Campania

Coronavirus, l’Italia dei tamponi: top il Veneto, in fondo la Campania. L’Italia dei tamponi per la diagnosi di Sars-CoV-2 è ancora una volta diseguale. Nella quantità effettuata di questi test permangono differenze regionali. I dati più recenti ci dicono che il tasso settimanale più basso si registra in Puglia (2,64 tamponi per 1000 abitanti nell’ultima settimana); il più elevato nella Provincia autonoma di Trento (14,14 per 1000 abitanti) e subito dopo in Veneto con 12,78 per 1000 abitanti. Il Lazio si ferma a 4,87%, sotto la media nazionale (6,62 per 1000). Guardando al dato dall’inizio dell’epidemia a livello nazionale il 2,59% della popolazione ha eseguito il tampone. Il valore massimo lo troviamo in Veneto col 4,64%, il minimo in Campania (0,84%).

Coronavirus, l’Italia dei tamponi: top il Veneto, in fondo la Campania

A rivelare l’andamento della diffusione dei tamponi diagnostici nel nostro paese è la sesta puntata dell’Instant Report Altems Covid-19, il report settimanale dell’Alta scuola di economia e management dei servizi sanitari dell’Università Cattolica (Campus di Roma), il primo della cosiddetta Fase 2. Il rapporto è basato sull’uso di un set di indicatori che misurano le performance nel fronteggiare questa crisi inedita. Il sesto report, fanno sapere gli autori, presenta un nuovo set di indicatori utili a monitorare più da vicino l’evoluzione della pandemia nella seconda fase, formalmente partita il 4 maggio con la fine del lockdown.

Il gruppo di lavoro della Cattolica è coordinato da Americo Cicchetti, ordinario di Organizzazione aziendale nella Facoltà di economia, con l’advisorship scientifica di Gianfranco Damiani e Maria Lucia Specchia del Dipartimento di scienze della vita e sanità pubblica (Sezione di Igiene). Il team si è anche avvalso della collaborazione del Centro di ricerca e studi in management sanitario della Cattolica (Eugenio Anessi Pessina) e del Gruppo di organizzazione dell’Università Magna Græcia di Catanzaro (Rocco Reina).