CARCERI: DIFFUSIONE CORONAVIRUS, ULTERIORI PROVVEDIMENTI DAL DAP

Procedure di carattere sanitario per i detenuti negli istituti e per quelli che vi fanno ingresso, disposizioni per le traduzioni da e verso gli istituti, misure per il personale di Polizia Penitenziaria e adempimenti organizzativi per l’acquisizione delle informazioni e la comunicazione degli eventi critici. Sono le linee della nuova circolare, che segue le tre precedenti (la prima risalente al 22 febbraio scorso), contenente ulteriori indicazioni operative per la prevenzione del contagio da coronavirus che il Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Francesco Basentini, ha inviato nella tarda serata di ieri ai Provveditori regionali, ai Direttori degli istituti e ai Comandanti dei reparti in seguito alle misure adottate con Dpcm dell’11 marzo.

Nella nuova circolare si trovano le indicazioni relative alle visite a cui devono essere sottoposti i detenuti ‘nuovi giunti’, quelli provenienti da altri istituti e quelli che devono recarsi all’esterno; ma anche le procedure e le modalità per i casi di isolamento preventivo e a seguito di rilevata positività al tampone, a integrazione della circolare del 25 febbraio 2020.

Le traduzioni e i trasferimenti di detenuti saranno ammissibili soltanto “per motivi di salute” e per “situazioni di necessità”, fra le quali rientrano quelle per motivi di sicurezza, in conseguenza delle rivolte verificatesi negli istituti, e quelle per motivi di giustizia, qualora non sia possibile effettuare la videoconferenza integrando, anche in questo caso, quanto già previsto dalla circolare del 25 febbraio 2020. In tutti questi casi saranno adottati i necessari controlli sanitari sia al momento della partenza che all’arrivo.

Gli operatori di Polizia Penitenziaria in servizio presso gli istituti continueranno a “prestare servizio anche nel caso in cui abbiano avuto contatti con persone contagiate o che si sospetti siano state contagiate”, ma saranno esonerati dai servizi operativi in sezione a contatto con la popolazione detenuta e dai servizi di traduzione. In tal modo sarà possibile garantire l’operatività degli istituti penitenziari in un contesto nel quale “il personale si trova in prima linea a fronteggiare l’emergenza, nella unica prospettiva di salvaguardare l’ordine e la sicurezza pubblica collettiva”.​

Redazione CiSiamo
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