Coronavirus, anche le lacrime sono fonte di contagio

Non solo tosse e starnuti, baci e strette di mano

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Foto: Pixabay

Fino ad ora è stato indicato a più riprese di limitare il più possibile i contatti, se non strettamente necessario, per ridurre le possibilità di contagio da Coronavirus. Anche atteggiamenti che possono verificarsi frequentemente come un colpo di tosse o uno starnuto potrebbero avere gravi conseguenze, soprattutto per chi ha un sistema immunitario più vulnerabile. Lo stesso vale per baci e strette di mano, eliminati il più possibili anche in occasione degli eventi sportivi, anche se ovviamente questo scenario non dovrebbe coinvolgere coniugi e fidanzati.

Non è però tutto. A indicare altri comportamenti che potrebbero essere nocivi Claudio Azzolini, ordinario di Malattie dell’apparato visivo all’Università degli Studi dell’Insubria a Varese. Il Covid-19 potrebbe infatti trasmettersi anche “attraverso gli occhi, tramite le lacrime”.

Lacrime e occhi: massima attenzione

Ognuno di noi se vorrà ridurre il rischio di contagio dovrà quindi essere cauto qualora dovesse toccare gli occhi. Sarebbe bene, infatti, farlo almeno lavandosi le mani prima. “Il film lacrimale, formato da vari tipi di ghiandole – ha sottolineato Azzolini – è composto da tre strati che umettano l’occhio con funzioni di difesa, lubrificazione, pulizia e nutrimento. Le lacrime vengono poi convogliate, attraverso i canalini lacrimali, in naso e in gola. Se le goccioline infette vaporizzate in aria si appoggiano sugli occhi, possono quindi facilmente arrivare nelle vie respiratorie provocando contagio e infezione”.

“Un recentissimo studio di ricercatori cinesi ci dice che il coronavirus, se presente nella parte anteriore dell’occhio, la congiuntiva, sembra non dia sempre segni di congiuntivite quali arrossamento oculare, bruciori, prurito e lacrimazione. Quindi il virus potrebbe essere presente nelle lacrime senza che ce ne accorgiamo“. Cosa fare, allora? “E’ necessario proteggersi, in luoghi a rischio, non solo con mascherine igieniche o chirurgiche monouso (che proteggono per lo più gli altri) o meglio con mascherine filtranti – suggerisce Azzolini – ma anche con occhiali.

Il medico non ha dimenticato di dare eventuali suggerimenti su come prevenire il problema. “Esistono occhiali protettivi di plastica avvolgenti, che costerebbero normalmente pochi euro, ma il condizionale è ora d’obbligo – elenca l’esperto – o specifici occhiali o maschere protettive con perfetta aderenza al viso per chi è ad alto rischio di contagio. Una certa protezione, ma meno efficace, è data dai normali occhiali da vista e dagli occhiali scuri”. “E’ inoltre necessario lavarsi bene e spesso le mani con acqua e sapone – ribadisce Azzolini – o con soluzioni a base di alcol. Quasi ogni minuto una persona si tocca inconsapevolmente bocca, naso, palpebre o ciglia con le mani. Non a caso il saluto nelle varie popolazioni asiatiche è fatto con vari tipi di inchini, a seconda delle tradizioni culturali, e anche il saluto degli antichi romani era senza contatto fisico”. Quanto alle lenti a contatto, “non danno protezione all’eventuale contagio delle lacrime, che poi arrivano in gola e nelle vie respiratorie – precisa lo specialista – Le lenti a contatto possono però trattenere il virus e, in caso di riutilizzo, occorre lavarsi bene le mani prima di maneggiarle, non toccarle con le unghie, utilizzare adeguate soluzioni detergenti, non usare sapone, saliva o altri liquidi, e infine sciacquare anche il portalenti e farlo asciugare lasciandolo capovolto e aperto. Naturalmente, ma anche per altri motivi, occorre rispettare la data di scadenza delle lenti, sempre indicata sulla confezione”. Infine l’esperto invita a fare “particolare attenzione ai bambini, che dovrebbero imparare un nuovo gioco, magari con l’aiuto di regalini: lavarsi spesso bene le mani e toccarsi pochissimo bocca, naso e occhi”.