Influenza, è arrivato il picco: a letto in 247 mila in una settimana

L'Istituto Superiore di sanità invita a prestare massima attenzione ai sintomi, che possono rivelarsi particolarmente veloci e aggressivi

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Foto: Pixabay

Siamo ormai vicinissimi alla fine del 2019 e anche quest’anno è arrivato puntuale l’appuntammento con l’influenza, che proprio in questa fase raggiunge il suo apice. Molti, a partire da anziani, donne in gravidanza, operatori sanitari e bambini, sono già corsi ai ripari con il vaccino, che dovrebbe impedire loro di ammalarsi in forma grave, ma per chi non lo avesse fatto il rischio di ritrovarsi a letto nei prossimi giorni può essere davvero dietro l’angolo.

Non manca chi sta trascorrendo questi giorni che avrebbero dovuto essere di riposo dall’attività lavorativa sotto le coperte e debilitato. Solo nella prima settimana di queste vacanze natalizie sono state già oltre 247 mila le persone colpite.

L’influenza colpisce ancora

Essere malati non è certamente mai piacevole e a volte si tende a considerare l’influenza come una sorta di “scocciatura” destinata a passare a breve. In realtà, questa dovrebbe essere una situazione da non sottovalutare, soprattutto per le categorie più a rischio e da affrontare con le dovute precauzioni, oltre che sotto stretto controllo medico.

Anche quest’anno il virus si sta facendo sentire e sono già più di 1 milione e 360 mila le persone che l’hanno affrontata o che proprio in questi giorni si ritrovano a letto, magari anche con qualche linea di febbre.

Le regioni più colpite, come fanno sapere i bollettini di sorveglianza epidemiologica Influnet e FluNews Italia, a cura dell’istituto Superiore di Sanità (Iss), sono Valle d’Aosta, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Marche e Abruzzo.

Per alcuni le conseguenze sono apparse sin da subito particolarmente gravi: 6 persone con influenza sono state ricoverate in terapia intensiva per infezioni respiratorie acute e due di queste sono decedute. A parlare chiaro sono i numeri: in Italia l’incidenza totale è pari a 4 casi per mille assistiti e i più colpiti sono i bambini con meno di cinque anni, nei quali si osserva un’incidenza fino a 3 volte maggiore.

Come capire se si è stati colpiti

Avvertire una sensazione di debolezza o dolore generale alle ossa può essere non così difficile in questo periodo, ma non è detto che questo sia il preambolo dell’influenza vera e propria. Alcune raccomandazioni importanti per capire come muoversi in questi casi arrivano dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc), oltre che da alcuni specialisti di disturbi infettivi statunitensi invitano ad analizzare con scrupolo i sintomi che si avvertono per capire come agire per risolvere il problema.

Qualora si avessero dei dubbi ci si dovrebbero porre cinque domande:

  • il malessere appare forte e si è scatenato nell’arco di poche ore? Quasi sicuramente si tratta proprio di influenza, in modo particolare se tutto si è scatenato da uno stato d’animo di forte stanchezza.
  • La temperatura è almeno di 37,8 gradi? Allora ci si può certamente definire malati e si dovrebbe consultare il medico per farsi visitare e ricevere consigli ad hoc su come abbassare il prima possibile la temperatura.
  • Non si avverte la forza di fare niente, ma anzi ci si sente “come se si fosse andati sotto un autobus”? Significa che l’influenza ha davvero colpito.
  • Difficilmente può mancare il mal di testa, spesso forte e debilitante. Un sintomo da non sottovalutare soprattutto per chi deve effettuare lavori di concentrazione che richiedono di dover stare diverse ore davanti a uno schermo.
  • Mal di gola e starnuti solitamente non mancano anche in caso di raffreddore piuttosto forte, ma in caso di influenza sono più forti e ci portano a sentire la necessità di stare al caldo almeno per diverse ore.