Apnee del sonno: un viaggio tra sintomi, patente, rimedi e bambini

Le apnee ostruttive del sonno rappresentano un problema che affligge 250mila pazienti diagnosticati. Il numero, però, potrebbe essere molto più grande.

Sindrome apnee ostruttive del sonno
Sindrome apnee ostruttive del sonno (foto sito)

L’Associazione Italiana Pazienti con Apnee del Sonno (Aipas) è una onlus attiva da tempo e si pone l’obiettivo di far conoscere e curare i disturbi che affliggono milioni di persone che soffrono per la sindrome delle apnee ostruttive del sonno. Sono circa 250mila i pazienti diagnosticati ma si stima che la problematica possa riguardare in Italia il 30% della popolazione. Il referente nazionale dell’Aipas, Enrico Brunello, è stato intervistato da CiSiamo.info per far conoscere la problematica e per spiegare di cosa si stia parlando.

Cos’è l’Aipas e di cosa si occupa?

«Al momento siamo una Onlus e ci occupiamo di coloro i quali durante il sonno russano e vanno in apnea. Si parte dall’infanzia agli anziani. Negli ultimi 15 anni sono stati fatti dei grandi passi in avanti. Fino a un trentennio fa non si conosceva quasi nulla della problematica. L’Italia è un po’ indietro, rispetto ad altri Paesi, sulla comprensione della patologia».

Quale sarebbe la differenza tra andare in apnea e russare?

«Sono due fasi del sonno che rappresentano un campanello d’allarme. Nel momento in cui russo ho una parziale ostruzione delle prime vie aeree a livello di faringe-laringe. Questo problema provoca lo sforzo dei tessuti molli della gola per fare entrare e uscire l’aria: ecco perché russiamo. L’apnea, invece, si verifica quando c’è l’ostruzione totale per cui vi è l’arresto di respiro che va dai secondi a qualche minuto (nei casi più gravi)».

Cosa possono causare entrambe e quali rischi si corrono?

«Vi sono dei problemi nel tempo che causano le cosiddette comorbidità intaccando l’apparato cardio-respiratorio, la pressione alta, cefalea mattutina e aumento della netturia (ci si alza più spesso la notte per urinare). Negli uomini può causare anche l’impotenza totale e nelle donne la perdita della libido. Colpi di sonno e perdita di concentrazione sono altri problemi che le persone potrebbero riscontrare. Gli aspetti negativi sono piuttosto tanti».

Apnee del sonno, che tipologia di comunicazione utilizzate e in che modo riuscite a far comprendere alle persone che vi sia questo problema (da molti sottovalutato ndr)?

«La questione non riguarda soltanto gli adulti ma anche i bambini. Il numero dei piccoli è in forte aumento. Una volta l’apnea prendeva persone sopra i 40 anni in stato di obesità. Oggi come oggi abbiamo l’aumento esponenziale di persone normopeso. Da 15 anni facciamo informazione capillare sul territorio. Utilizziamo il nostro sito web, i social network oltre alla stampa del depliant informativi».

Come si cura la patologia e quali strumenti si utilizzano?

Sindrome apnee ostruttive del sonno

«Oggi vi sono delle alternative ma è bene sapere che di questa patologia si può anche morire: non va presa sottogamba. Sentirsi dire che hanno sempre russato tutti, cosa vuoi che sia, è un segnale piuttosto preoccupante e una reazione sbagliata. Questo problema provoca anche il diabete, pressione alta e fibrillazione atriale. La cura d’eccellenza, la prima disponibile in Italia, è la terapia ventilatoria chiamata “cpap“. Si tratta di un ventilatore che fornisce una pressione aerea positiva e continua. Il livello di pressione elaborativa viene stabilito dal medico diagnosticante attraverso una macchina, ovvero una maschera, che si pone o sul naso oppure naso-bocca e che deve essere collegata al ventilatore. Durante le ore di sonno mantiene le vie aeree completamente aperte».

«La seconda alternativa per i casi lievi è quella dell’utilizzo di un apparecchio odontoiatrico di avanzamento mandibolare. La terza è invece la chirurgia otorinolaringoiatrica si sofferma, in primo luogo, sulla faringoplastica laterale. L’ultima alternativa, la più invasiva, è la chirurgia maxillofacciale».

I bambini con questo disturbo sono in aumento: quali potrebbero essere le cause?

«Sicuramente può esserci l’influenza del clima e di fattore genetici. I bambini, in una determinata età, presentano dei problemi che possono risolversi con l’asportazione delle adenoidi, delle tonsille o di entrambe. Attraverso le immagini cerchiamo di far capire al bambino quale sia la situazione. Esiste una tipologia di maschera con i colori della giraffa. I più piccoli, rispetto agli adulti, hanno meno difficoltà nell’accettare il problema e anche nel sottoporsi alla terapia».

Patente di guida, cosa prevede la norma su chi soffre del problema

Sindrome apnee ostruttive del sonno

La conoscenza della patologia è in crescita ma i passi in avanti da fare sono ancora tanti, soprattutto in Italia. Il Decreto ministeriale del 18 aprile 2011 è stato modificato in data 22 dicembre 2015 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13 gennaio 2016. A tal proposito sono state introdotte delle nuove norme per la patente di guida. Particolare riferimento si rivolge verso chi presentano disturbi del sonno causati da apnee ostruttive notturne. Secondo il decreto «la patente di guida non deve essere né rilasciata né rinnovata a candidati o conducenti affetti da disturbi del sonno causati da apnee ostruttive notturne che determinano una grave ed incoercibile sonnolenza diurna. Ciò provoca un’accentuata riduzione delle capacità dell’attenzione».

«Nel caso sussistano dubbi circa l’idoneità e la sicurezza di guida – continua il decreto – e la sicurezza di guida, l’accertamento dei requisiti di idoneità psichici e fisici è demandato alla commissione medica locale. La commissione medica locale può autorizzare alla guida i soggetti affetti da sindrome da apnee ostruttive notturne moderate o gravi che dimostrino un adeguato controllo della sintomatologia. Questo si può dimostrare mediante un relativo miglioramento della sonnolenza diurna (…). La validità della patente non può superare i tre anni per i conducenti del gruppo 1 e un anno per i conducenti del gruppo 2».

Alessandro Artuso
Nato a Roma il 18 giugno 1991, ho conseguito la laurea triennale presso l'Università della Calabria e la magistrale all'Università degli Studi di Messina. Giornalista pubblicista, da luglio 2018, ho maturato la mia prima esperienza lavorativa con la redazione calabrese ottoetrenta.it con la quale collaboro da aprile 2015. Ho lavorato nell'azienda Silicon Make App producendo articoli inerenti a tematiche come Sviluppo app, Web marketing e Social media marketing. Interessato alle notizie a tutto tondo, mi pongo come elementi imprescindibili la ricerca e il controllo delle fonti.