Suonami tutto, Suonami sempre

I dispositivi per ascoltare musica sono diventati un must have e ogni azienda sta provando a insediarsi in questo settore, ma a che prezzo?

Il mercato degli smart speakers e quello degli speakers bluetooth (o comunque con un qualche tipo di connessione senza fili) negli ultimi tre anni è letteralmente esploso.

Tutti vogliono fare gli speaker

Senza andare troppo lontano, anzi, stando seduti comodamente sulla propria poltrona, si può aprire il sito di Amazon e realizzare che, se nel campo di ricerca si inserisce la giusta query, potreste rischiare di passare ore a valutare le migliaia di prodotti che affollano i magazzini del colosso americano.
Se poi siete degli sportivi e ancora vi piace andare nei grandi magazzini dell’elettronica a correre tra gli scaffali, potrete anche farvi un’idea della molteplicità di funzioni, connessioni, dimensioni.
Insomma, l’imbarazzo della scelta.
Mi direte “bravo, non me n’ero accorto, ci volevi tu”… Ma io sono qua con la soluzione!
Ho deciso di scrivere questo pezzo per un semplice motivo: vi consiglio cosa comprare.
E, prima che qualcuno avanzi idee strane: no, non mi pagano e si, me li sono comprati, pagandoli fino all’ultimo centesimo.

Quali comprare?

Facciamo un passo indietro.
Nei lontani primi anni 90 si affacciavano sul mercato consumer i primi impianti Dolby Surround domestici. Ovviamente, da bravo nerd, mi sono lanciato subito nell’acquisto e, nel corso degli anni, ho proseguito con vari upgrade fino ad arrivare all’anno scorso in cui il mio salotto, più che un ambiente confortevole e destinato alla lettura e alla conversazione, si era oramai irrimediabilmente trasformato in una sorta di show-room in cui spiccavano monoliti neri e cavi in giro per tutta la stanza.
Fino a che, consapevole che lo spazio ha un certo valore, ho cominciato a pensare a come ridimensionare questa passione. Anche disposto a scendere a compromessi.
Ho analizzato praticamente tutto quanto era disponibile sul mercato e, forte del mio “orecchio” e di un portafoglio decisamente ridimensionato ho incontrato lei. Anzi, loro: le SONOS.

Cosa sono le SONOS?

So già che gli audiofili storceranno il naso e so bene che un bel amplificatore valvolare collegato ad un lettore CD di livello non sono paragonabili.
Però.
Però fermiamoci un attimo: pensiamo a come si usufruisce della musica oggi, a quanti dischi (si, lo so che il vinile è tornato, lo so) si acquistano, ai budget a disposizione delle famiglie.
Pensiamoci, perché sono elementi importanti.
Quindi, tornando a noi: con una spesa ampiamente sotto i mille euro ho acquistato una soundbar Beam e due SONOS ONE. Nulla più.

Innanzitutto già tremavo all’idea di dover configurare il sistema una volta a casa ma, con grande sorpresa, è bastato accendere tutto, collegarlo alla TV ed eseguire pochi tap sull’applicazione relativa. In meno di 5 minuti (aggiornamenti a parte) avevo un sistema perfettamente configurato, funzionante, con Alexa integrato (che non fa mai male, soprattutto se è disattivabile con un tap) e che, in accoppiata con Spotify o Netflix (solo per citare i più utilizzati) ha cominciato a sparare fuori un suono potente e pulito da far impallidire il mio vecchio impianto (si, un filo “carico” nei bassi ma, considerato che non ho acquistato il sub woofer, va bene anche così).
Quasi dimenticavo: con la funzione TRUEPLAY basta dedicare 3 minuti aggiuntivi per tarare col proprio telefono (o tablet) come e quanto suono arriva in ogni punto della stanza.
Bellezza.
Si, perché sono anche belli da vedere, senza cavi in giro e di dimensioni ridottissime e li riconoscono sia i sistemi Android che Apple (con il suo AirPlay).
Insomma, una goduria.

Tiriamo le somme

È vero che altri sistemi sono altrettanto comodi e potenti ma credo che il plug&play di Sonos sia vincitore in partenza. È vero che poco fa persino IKEA ha lanciato la sua serie SYMFONISK (guarda caso proprio in collaborazione con SONOS…). È vero che un banale diffusore Bluetooth costa in media la metà ma non fa tutto quello che fa il sistema Sonos. Ah, a proposito, l’azienda di Santa Barbara (USA) ha appena rilasciato sul mercato anche uno speaker Bluetooth che si chiama Move.
Insomma, credo che Sonos possa essere un pò la Apple del suono. A proposito, persino l’azienda della mela morsicata ha un suo sistema, l’HomePod. Peccato che fuori dagli USA o comunque dai paesi anglosassoni non si sia mai visto. Notizia di pochi giorni fa: è stato lanciato in Giappone. Dopo due anni e mezzo… Ah, anche Samsung ha un suo sistema: il Galaxy Home. Presentato ad inizio 2018 è ancora non pervenuto.
Sarà che fare sistemi audio intelligenti e di qualità non è poi così semplice?

Max Schenetti
Malato di tecnologia dal (circa)1993, muore dalla voglia di provare tutto lo scibile al silicio. Nel corso degli anni accantona una discreta esperienza e disperde una notevole quantità di denaro, scrive diversi pezzi giornalistici, per lo più recensioni e anatemi, in giro per il web (e non) e continua nella sua affannosa ricerca del dispositivo perfetto.