Non chiamarmi “motorino”!

Nuovo argomento di Tech Anotomy, questa volta si analizzano gli scooter.

Scooter Elettrico
Scooter Elettrico

Altro giro, altro argomento tech. Questa volta, però, parliamo di qualcosa di più grosso… Da qualche settimana, oppresso dal traffico cittadino che mi vede coinvolto per almeno 1 ora e mezza tutti i giorni, ho preso una decisione drastica: ho bisogno di uno scooter. Dico drastica perché, da motociclista vero e da una vita, l’idea di muovermi su un “boiler” a due ruote è sempre stata lontanissima da me.

Ho cominciato così a guardarmi in giro e, per puro caso, ho scoperto il mondo degli scooter elettrici. Attenzione, non parlo dei vari monopattini, hoverboard, monoruota et similia; i cosiddetti mezzi per il “last mile” (ultimo miglio), insomma, quelli cioè utili per brevissimi tragitti e che giusto recentemente hanno ricevuto o stanno ricevendo una regolamentazione ufficiale.

Scooter elettrico, non chiamateli “motorini”!

No, parlo di veri e propri mezzi a due ruote, anche per due persone, con tanto di bauletto e parabrezza. Insomma, ciclomotori a tutti gli effetti. È vero che le varie Tesla et similia stanno invadendo, fortunatamente, le nostre città ma non mi ero mai reso conto che la situazione fosse tanto avanzata anche in ambito due ruote. My bad, direbbero gli anglosassoni.

È quindi venuto il momento di dedicarmi un po’ alla ricerca e all’approfondimento. Anche perché l’idea di muovermi su uno di quei “robi”, risparmiando su bollo e assicurazione e quasi interamente senza manutenzione, nel complesso traffico quotidiano ma totalmente in silenzio e senza inquinare mi sta solleticando parecchio. Scopro così che i marchi attualmente in commercio non sono effettivamente moltissimi, anzi, si contano sulle dita di una mano. Tanta esclusività, se così vogliamo chiamarla, si paga e i prezzi sono mediamente più alti di un 30% rispetto ad uno scooter con motore termico.

Teniamo però presente che, con una autonomia media di 70km (ma si arriva anche a 100) il pieno di energia si fa a casa con una manciata di… centesimi!

I costi

Andando a vedere bene, poi, quel costo aggiuntivo si ammortizza velocemente per i motivi elencati prima (no bollo, assicurazione scontata anche fino al 50% e manutenzione annuale vicina allo zero o comunque di pochi di euro) ma al momento della decisione capisco possa influire.

Non tralasciamo però uno degli elementi fondamentali per la scelta: quello psicologico. Perché è indubbio che un acquisto del genere a scapito di un “brutto, antiquato, rumoroso e puzzolente” 4 tempi non potrebbe che renderci orgogliosi di noi stessi e per quanto potremmo fare per l’ambiente (non entro nel merito della realizzazione e smaltimento delle batterie perché non voglio alimentare polemiche, NdR).

Dicevamo, poche aziende ma una discreta scelta di modelli, dai più ai meno costosi. Interessantissimo notare come moltissime offerte sul nostro mercato arrivino da aziende italiane, in concorrenza con quelle asiatiche, più numerose e varie. Forse troppo, numerose. Decido di prendere in considerazione e riportare solo quelle che sembrano più affidabili e concrete.

Partiamo

Escludo subito la Vespa di Piaggio, iconica nelle forme e probabilmente la più qualitativamente dotata ma decisamente cara. Subito sotto troviamo il ME, anche questo italiano, molto interessante dal punto di vista del design, particolarmente interessante, ma anche tecnicamente, utilizzando un originale e innovativo telaio. Due modelli che differiscono solo per la potenza. Devo dire che personalmente lo trovo molto bello e, se non fosse per il prezzo che nella versione più performante non si discosta molto da quello della Vespa, avrei già trovato un vincitore.

Passiamo all’ultima azienda italiana, la Askoll. Tre varianti di uno stesso modello (cambiano autonomia e potenza in KW del motore, qui realizzato in casa) ma stesso design per uno scooter che ricorda molto il famoso SI della Piaggio degli anni ’80 e che per questo non colpisce certo al cuore…

Arriviamo infine all’oriente

Ci sarebbe anche GOGORO ma credo non distribuiscano in Italia quindi, tra tutte le aziende, ho deciso di considerare solo NIU che tra l’altro ha appena aperto uno show-room nella pittoresca zona dei Navigli di Milano.

Ecco, devo dire che il rapporto qualità-prezzo di questi ultimi mi ha particolarmente colpito. Dal punto di vista del design potrebbero piacere per i forti richiami al mondo Manga così come potrebbero far inorridire. De gustibus. Però costano il giusto, la gamma è piuttosto ampia e, seppur non perdano completamente quella sensazione di giocattolino plasticoso (stiamo parlando di una cosa che, batteria compresa, pesa meno di 100 Kg), devo dire che la componentistica è di altissimo livello, dai motori bosch ai gruppi batterie PANASONIC. Sono dotati di una SIM che ne permette, in accoppiata con la ottima APP per smartphone, il totale controllo e gestione, anche come antifurto.

Ecco, le batterie

Generalmente vengono garantite per 600 cicli di ricarica e 2 anni. Probabilmente dureranno di più, o almeno così mi è stato detto. Voglio crederci, ma… Il problema è che un ricambio supera i 1000 euro. Si, avete letto bene: mille euro. Ora, tutto quello che avremo risparmiato in tagliandi, olio e benzina in due anni lo spenderemo tutto in un colpo.
Sempre che vorremo tenerci lo scooter o che, nel frattempo, le famigerate e costosissime batterie al Litio non vengano superate, accantonate e sostituite da nuove tecnologie. Possibile e probabile.

Max Schenetti
Malato di tecnologia dal (circa)1993, muore dalla voglia di provare tutto lo scibile al silicio. Nel corso degli anni accantona una discreta esperienza e disperde una notevole quantità di denaro, scrive diversi pezzi giornalistici, per lo più recensioni e anatemi, in giro per il web (e non) e continua nella sua affannosa ricerca del dispositivo perfetto.