Samsung Galaxy Note 10: a tutto tondo!

Come ogni settimana, vi racconterò di un prodotto fresco fresco uscito qualche settimana fa: il Samsung Galaxy Note 10. Un dispositivo fuori di testa.

La curiosità uccide. Soprattutto il portafogli.
Come ogni settimana, vi racconterò di un prodotto fresco fresco uscito qualche settimana fa: il Samsung Galaxy Note 10.
Si, lo so, non è uscito “ieri” e se ne è già parlato fino allo sfinimento. Però, come al solito, voglio proiettarmi nella mente (e tasche) dell’utente medio e non tanto analizzarlo dal punto di vista tecnico (ci sono fior di tabelle in rete) ma iniziare a capire perché bisognerebbe, oppure no, comprarlo.

Da iPhone ad Android

Dopo anni di iPhone, nel lontano 2014 decido di abbracciare il “lato oscuro” e passo ad Android. In un primo momento non ho voluto neppur sentir parlare di qualunque cosa non fosse un Google (quindi Nexus), per poi abbracciare nel 2016, per puro caso, un Samsung S7 Edge.
Da quel momento (venendo meno alla mia viscerale necessità di aggiornamenti puntuali) scopro di aver ritrovato quanto avevo lasciato abbandonando Apple ma con una miriade di possibilità in più.
Non posso certo parlare di amore ma quello che posso dirvi è che è stato ed è ancora l’unico Android che garantisce una fluidità di funzionamento e una consistenza che ricorda il “It Just works” della casa della mela morsicata.
Ero quindi arrivato ad un S9 Plus. Gran dispositivo. Tanto che ho battuto ogni mio record precedente: ho resistito più di un anno e mezzo. Sono persino riuscito ad ignorare la serie 10. Soprattutto dopo il rilascio della nuova UI, arrivata a fine dell’anno scorso: bella e semplice graficamente e piuttosto intuitiva.
Poi.

Arriva la scimmia

Poi la scimmia si è di nuovo impossessata di me ed ho cominciato a guardarmi in giro, desideroso di provare a sondare nuovi lidi, magari di vedere se Google in questi ultimi anni aveva migliorato i suoi Pixel. Lo ha fatto, indubbiamente, ma seguendo le news quotidianamente ho capito che sono più i (piccoli) bugs che li affliggono dei vantaggi. Fotocamera a parte.
Tutto l’universo Android è costellato da presentazioni di nuovi dispositivi quasi quotidianamente ma gli unici che continuano a tenere botta, sfornando dispositivi completi e funzionanti, sono sempre i sudcoreani.
Quindi non rimaneva che subire la mostruosa campagna di marketing in atto e provare questa benedetta nuova serie NOTE. Più che altro perché questa storia del pennino, che tanto aveva fatto irritare Steve Jobs alla storica presentazione del primo iPhone, prima o poi dovevo provarla.

Ora, l’alternativa era tra il 10, smartphone di misura umana e in grado perlomeno di stare nella tasca dei jeans, e il 10+, “padellone”dalle dimensioni inconcepibili. Mi sarei sentito come quelli che si vedono in giro mentre parlano con un tablet all’orecchio.
Vero che scegliendo il primo ho rinunciato alla possibilità di montare una microSD e il display QuadHD ma la prima… beh, l’avevo sul 9+ ma solo perchè la memoria era di soli 64Gb mentre qui si parte da 256 e il secondo è sostanzialmente impercettibile nell’uso quotidiano e avido di risorse; tanto che di default è disabilitato. Si, ok, ha anche meno Ram (8Gb contro 12Gb) ma anche qua, in un uso anche intenso è veramente impercettibile.
Ed abbiamo anche risparmiato un bel 150 euro…
È veramente e semplicemente BELLO. Un design finalmente diverso dal solito; non innovativo ma sicuramente interessante. Buco a parte. Lo si prende in mano e la sensazione, subito, è di aver acquistato un piccolo gioiello. Un pò come iPhone X quando uscì. Sottilissimo, uno schermo enorme e praticamente privo di bordi, una qualità dei materiali (perlomeno al tatto ed alla vista) da far impallidire un Cartier. E poi il colore: splendido. Sembra nero ma alla luce del sole ha dei riflessi violacei estremamente eleganti. Interessante anche il lettore di impronte su schermo, anche se non un fulmine (ma probabilmente è anche la pellicola protettiva di serie che lo rallenta in qualche modo).
Il display col buco, dicevo, che Samsung chiama “Infinity-O”, è molto bello ed efficace da acceso ma qui si vede subito, però, che gli ingegneri non lavorano sempre in coppia coi designers, come invece accade in Apple dove NULLA è lasciato al caso. All’apertura delle applicazioni, il foro non è centrato sulla barra delle notifiche in alto ma ne tocca il bordo dando un senso di sbilanciamento molto fastidioso. Male! Soprattutto per un perfezionista come me. Agevolo immagine in testa all’articolo.
Poi, sempre in merito al display, bellissimo l’effetto (quasi) borderless. Peccato però che in questo modo per far scorrere dall’alto verso il basso per espandere le notifiche ci sia da litigare ogni volta: il dito non prende!
Stavo già rimpiangendo il S9+ quando mi sono ricordato della tripla camera posteriore con grandangolo, normale e tele e… la pennina!
Come ho fatto a dimenticarlo? Ma come diavolo hanno fatto a farcela stare?
E pensare che c’è chi provò a venderci di aver tolto il jack audio per fare i dispositivi più sottili (Apple, per dire).
Sinceramente credo che dovrò far passare un pò di tempo per capire bene come e quando usarla perchè le possibilità sono veramente tante. In primis estrarre la penna a telefono spento e prendere velocemente una nota a mano libera. Poi offre un gran bel feedback nell’utilizzo.
È velocissimo, anche se c’è la solita fuffa preinstallata, il famigerato BLOATWARE ,che comunque è parzialmente disattivabile se non la si vuole utilizzare.
Per il resto, un top(pissimo) di gamma che nulla in più permette rispetto ad un S10+, che costa molto meno.
E così mi tirerò addosso le ire di tutti i fan della serie NOTE…
Tante possibilità, tante personalizzazioni, tante voci nei menu.
Ecco questa è una caratteristica di tutta la gamma Galaxy, purtroppo, che può far piacere per il gusto di scoprire per mesi cose nuove così come far innervosire per il rischio di perdersi tra i menu.
Io, per esempio, ieri ho perso un quarto d’ora per ricordarmi come accedere al menu batteria per controllarne i consumi. Secondo voi di che categoria faccio parte?

Max Schenetti
Malato di tecnologia dal (circa)1993, muore dalla voglia di provare tutto lo scibile al silicio. Nel corso degli anni accantona una discreta esperienza e disperde una notevole quantità di denaro, scrive diversi pezzi giornalistici, per lo più recensioni e anatemi, in giro per il web (e non) e continua nella sua affannosa ricerca del dispositivo perfetto.