Stefano Maullu: “Fratelli d’Italia fa una battaglia per la sovranità di ogni Paese”

CiSiamo ha realizzato un'intervista all'europarlamentare Stefano Maullo, di fratelli d'Italia, in vista delle elezioni europee 2019

Stefano Maullu (Facebook)
CiSiamo ha realizzato un'intervista all'europarlamentare Stefano Maullo, di fratelli d'Italia, in vista delle elezioni europee 2019

In vista delle elezioni europee di maggio, Ci Siamo propone alcune interviste a europarlamentiari italiani uscenti. Stefano Maullu è un eurodeputato di Fratelli d’Italia, che a Bruxelles ha fatto parte della commissione cultura e istruzione.

Quale futuro ci sarà per l’Europa dopo queste elezioni?

C’è un futuro senza se e senza ma, perché la dimensione mondiale è fatta per grandi aree geografiche che competono. Occorre un modello nuovo, diverso: un’Europa delle nazioni con pochi obiettivi che si possono perseguire in maniera comune, e la possibilità per ogni nazione di sviluppare e conservare la propria identità. Cosa che invece adesso non accade, anche perché l’asse franco-tedesco tende ad omogeneizzare tutto in una dimensione squisitamente economica e finanziaria tralasciando quei valori di cui è fatta una nazione.

ne parliamo in pausa pranzo

Quali politiche porterà Fratelli d’Italia in Europa?

Fratelli d’Italia fa una battaglia per la sovranità di ogni singolo Paese, una battaglia identitaria, per gli interessi nazionali, all’interno di un contesto, quello europeo, che deve essere modificato in maniera profonda. Direi quindi una battaglia assolutamente lungimirante. Quello che occorre fare è pensare ad un’Europa diversa. Sono battaglie legate all’identità nazionale, alla tutela dei prodotti, alle aziende nazionali e soprattutto a un protagonismo dell’Italia che in questi anni non si è visto e che deve tornare ad esserci.

Come può l’Europa sostenere le politiche industriali italiane?

Intanto lo può fare, come sta già facendo, con una dotazione finanziaria importante che deve essere utilizzata al meglio e non come sta accadendo adesso per la Tav per esempio, dove i soldi e le risorse europee non vengono utilizzati per un approccio ideologico. E poi soprattutto bisogna che ci sia una parità di trattamento tra ciò che accade in Europa e ciò che invece avviene nei confronti dell’Italia. Al di là della Società del Farmaco che è stata scippata all’Italia, basti pensare alle grandi fusioni che qualche volta vengono contestate dall’Europa., come quella tra Fincantieri e i cantieri di Saint Lazare.

Quali sono gli strumenti che l’Europa può mettere in campo per arginare il problema della violenza giovanile?

Ci sono tutti i programmi di istruzione e inclusione, e penso che per esempio i programmi di Erasmus siano straordinariamente importanti per prevenire questi stati di devianza giovanile. Una rete che incentivi l’interazione tra i govani, accanto a forme di repressione che devono essere adottate dai singoli Paesi. E soprattutto, io credo che vada prevenuta qualsiasi forma di radicalizzazione anche religiosa a cui il mondo islamico ci ha abituato.

Cosa significa per lei impegnarsi in prima persona in europa?

E’ la coerenza di tutti questi anni sviluppata grazie anche a un tema essenziale, che è quello del servizio verso il mio Paese. Io faccio attività istituzionale fin da ragazzo e continuare a farla a questo livello vuol dire portare coerenza e tenacia nel cercare di ottenere sempre più risultati per l’italia.

Stefano Maullu a Ci Siamo in Europa del 23 aprile 2019

Stefano Maullu è stato ospite di Ci Siamo in Europa nella puntata del 23 aprile, insieme Paolo De Castro.


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Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.