Nicola Danti (Pd): “Il problema dell’immigrazione è che il governo non vuole trovare una soluzione”

CiSiamo.info ha intervistato Nicola Danti, europarlamentare del Pd, in vista delle elezioni europee del 26 maggio 2019

Nicola Danti (foto da facebook)
Nicola Danti (foto da facebook)

Continuano le interviste di CiSiamo.info agli eurodeputati italiani, in vista del voto del 26 maggio. Dopo Laura Ferrara, Laura Agea del Movimento 5 Stelle e Mario Borghezio della Lega è la volta di Nicola Danti, europarlamentare del Partito Democratico.

C’è futuro per l’Europa?

Sicuramente c’è un futuro per l’Europa. Si è diffusa un fake news secondo cui la maggioranza del Parlamento sarà antieuropeista, ma non è assolutamente vero. Su questo sono ottimista, credo che si riuscirà a formare una maggioranza con i socialisti, che vede poi al suo interno i partiti storici, per poi riuscire ad arginare le politiche e le correnti antieuropeiste. L’Europa andrà avanti, anche se bisognerà attuare delle riforme strutturali, perché così com’è non funziona.

ne parliamo in pausa pranzo

Quale sarà il ruolo del Pd nell’Europa che uscirà dalle elezioni?

Il Pd ha sicuramente davanti molte sfide importanti in Europa. Ad esempio quella della tutela dei Made in Italy, che è fondamentale per la crescita dell’Italia. Così come è fondamentale proteggere i nostri prodotti dalle contraffazioni dei mercati esteri, in particolare di quelli in via di espansione come la Cina. Un altro progetto importante è quello che prevede di incentivare le relazioni e la cultura attraverso un potenziamento dell’Erasmus, che vogliamo rendere più accessibile. Si dovrà potenziare e perseguire inoltre una politica di innovazione tecnologica molto importante. Ci saranno poi le sfide che riguarderanno le politiche sociali, centrali nel nostro programma.

Parlando della Cina, quali sono le relazioni con l’Europa, in particolare con riferimento al memorandum firmato solo qualche settimana fa dall’Italia?

Sicuramente la Cina è e sarà uno dei maggiori partner commerciali, ma come accennavo prima bisogna stare attenti per evitare che i prodotti contraffatti entrino in Europa attraverso le vie che sicuramente potrebbe trovare, incentivate anche da alcune politiche. E’ fondamentale che si trovi un accordo comunitario, mentre è controproducente che ne stipulino i singoli Paesi, così come ha fatto l’Italia ma anche Francia e Germania. Il rischio c’è, ed è concreto, che la Cina arrivi in questo modo a comprare un’enorme fetta di mercato.

Quindi i timori di Salvini in merito sono giustificati?

E’ inutile che Salvini gridi “al lupo”. Lui, insieme a Luigi Di Maio, con il loro governo, è stato l’artefice di questo accordo. E con Michele Gercaci, che è un uomo della Lega, ormai lo sappiamo, è l’uomo di riferimento per questo progetto sia per il governo italiano sia per quello cinese. Così è stato Salvini, con questo governo, a consegnare l’Italia, con un cappio al collo, alla Cina.

E per quanto riguarda l’immigrazione, quali sono i problemi da affrontare?

Il vero problema è che il governo italiano non vuole trovare una soluzione. Noi a livello europeo abbiamo messo in campo alcune misur: la guardia costiera europea, per esempio, e abbiamo chiesto e una modifica dei trattati di Dublino. Ma è stato Salvini stesso con un tweet del luglio 2018 a dire che il trattato di Dublino era superato. In pratica, non c’è la minima volontà di trovare una soluzione.

Cosa vuol dire per lei impegnarsi in prima persona in Europa?

E’ un impegno straordinario, che io spero e credo di aver svolto nel migliore dei modi. Vuol dire portare i problemi del proprio Paese in un’ottica più ampia, e vederli in un’altra prospettiva. E’ un impegno grande, perché significa stare quattro giorni alla settimana sempre sul pezzo, ma spero di poter continuare a farlo.

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Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.