Laura Agea (M5S): “La maternità è ancora vista come un’infermità e non come un diritto acquisito”

In vista delle elezioni europee di maggio abbiamo intervistato Laura Agea, capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento Europeo

Laura Agea
In vista delle elezioni europee di maggio abbiamo intervistato Laura Agea, capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento Europeo

In vista delle elezioni europee di maggio CiSiamo.info ha intervistato Laura Agea, capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo. L’Onorevole Agea è stata attiva in questi anni sul fronte delle politche sociali, e parlando con noi ha affrontato diversi temi.

Parlando di lavoro e diritti sociali, in cosa consiste e a cosa punta la proposta di introdurre il salario minimo europeo?

Vogliamo chiedere una direttiva quadro europea per salari più dignitosi, che fissi minimi salariali a livello nazionale nel dovuto rispetto delle prassi di ciascuno Stato membro e previa consultazione delle parti sociali. L’obiettivo da raggiungere deve essere quello di fissare le retribuzioni almeno al di sopra del salario di sussistenza su base nazionale o regionale. Occorre un programma europeo per definire e calcolare i salari dignitosi ufficiali a livello di Unione su base regionale in ogni Stato membro, mediante un metodo standardizzato – messo appunto dalla Commissione Europea – ed utilizzato congiuntamente ai cosiddetti “bilanci di riferimento”.

ne parliamo in pausa pranzo

Quali sono i diritti nel campo del lavoro che le donne fanno ancora fatica ad ottenere?

Purtroppo sono ancora moltissimi, dalla disparità retributiva a quella pensionistica. In merito deve essere fatto molto di più, anche considerando che la Direttiva 2006/54/CE, è ormai datata e si è di scarsa efficacia. Parlando di diritti, esiste ancora un atteggiamento discriminatorio nei confronti della maternità in sé, che in molti ambienti professionali viene ancora vista come un‘infermità e non come un diritto acquisito. Tutte le donne devono poter tornare al proprio impiego o a un posto equivalente, con la stessa retribuzione, categoria professionale e responsabilità di prima del congedo.

Come l’Europa può intervenire per garantire questi diritti?

Vogliamo chiedere per questo motivo alla Commissione Europea una revisione sostanziale della Direttiva sul congedo di maternità (quella in vigore è datata 1992). Una proposta era stata fatta nel 2008 e il Parlamento europeo aveva adottato nell’ottobre 2010 la sua prima lettura. In Consiglio però questa proposta è rimasta bloccata per 5 anni. Così la Commissione ha deciso, nel 2015, di ritirare questa proposta.

Riforma del Copyright, quali sono i punti deboli che non l’avrebbero dovuta far approvare?

Con questo voto si é voluto mettere un bavaglio alla libertà della rete visto che sono confermati gli ormai famigerati articolo 11, che introduce la #linktax, e il 13, che prevede una responsabilità assoluta per le piattaforme di condivisione, dando il via all’uso di filtri automatici. Il diritto d’autore va riformato, nessuno lo mette in dubbio. Ma la soluzione proposta dall’Unione europea non è assolutamente in grado di aiutare editori e artisti. Al contrario, complica il quadro dei diritti digitali: il testo è vago e determina incertezza giuridica, a danno di autori, creatori e degli operatori economici del settore, oltre a rischiare di frammentare il mercato digitale unico.

Quota 100 e Reddito di Cittadinanza, quale futuro per questi provvedimenti?

Con il Commissario agli Affari Sociali Marianne Thyssen c’è un dialogo proficuo. Il Reddito di Cittadinanza c’è sotto forma diversa in tutti i Paesi europei e adesso c’è anche in Italia. Il suo successo è confermato dai numeri: le domande già arrivate in questo primo mese sono circa 854mila. Le richieste arrivano indistintamente da Nord a Sud. Mentre sono oltre 112.000 le domande per Quota 100 presentate finora all’Inps. Quota 100 rappresenta un punto fondamentale del programma in 20 punti con cui ci siamo presentati alle ultime elezioni.

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Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.