Mario Borghezio (Lega): “Noi siamo per l’Europa dei popoli”

In vista delle elezioni europee 2019 abbiamo intervistato l'europarlamentare leghista Mario Borghezio, che ci ha dato appuntamento al post elezioni

Mario Borghezio sui fondi pubblici alla Lega
Mario Borghezio sui fondi pubblici alla Lega

In vista delle elezioni europee abbiamo intervistato alcuni europarlamentari uscenti. Dopo Laura Ferrara del Movimento 5 Stelle, è la volta di un esponente della Lega, Mario Borghezio, che ha risposto alla nostre domande direttamente da Bruxelles, dandoci poi appuntamento per il post elezioni.

In vista delle elezioni, quali sono le prossime sfide che l’Europa dovrà affrontare?

Sono sfide molto importanti e molto urgenti su diversi piani. Ovviamnente da un punto di vista della Lega ha grande importanza che l’Europa affronti finalmente seriamente il problema dell’immigrazione e anche della difesa della frontiere esterne dell’Europa. Non è infatti possibile continuare la vecchia politica che ha caratterizzato l’Unione europea, lasciando nei guai l’italia e gli altri Paesi del fronte sud, dalla Spagna alla Grecia, alla stessa Francia, per non parlare di Malta. Tutta la frontiera meridionale, in pratica, che non era difesa e non era nelle condizioni di poter affrontare l’impatto di centinaia di migliaia e in prospettiva, di milioni, di migranti clandestini.

C’è poi la questione dello sviluppo economico e del lavoro, perché l’Europa sta cominciando a sentire le conseguenze negative degli errori della politica di austerity, e soprattutto di non aver difeso i prodotto europei: pensiamo ai danni che ha avuto la nostra economia dalla mancata difesa del Made in Italy. Quindi sono necessari provvedimenti per rilanciare la produzione e difendere i prodotti di qualità di cui il nostro Paese è sicuramente il produttore numero uno. Queste sono le principali istanze che la Lega porterà nel suo programma.

Come interagiscono le istanze sovraniste portate avanti dalla Lega con la necessità di cooperazione che c’è all’interno dell’Europa?

In maniera molto chiara ed evidente, perché l’assunto da cui dobbiamo partire è che la Lega non ha mai avuto una politica contro l’Europa, ma fortemente critica di questa Europa. Noi riteniamo di essere i più europeisti perché siamo per l’Europa dei popoli e non per questa Unione europea che è sempre stata assoggettata ai voleri dell’alta finanza e del sistema bancario, con salvataggi delle banche tedesche salvo poi impedire al nostro Paese di tutelare adeguatamente il proprio sistema bancario.

Noi siamo per l‘Europa dell’identità che spesso riteniamo soffocata da questa costruzione burocratica che spesso ha imposto non democraticamente le sue decisioni sulle scelte dei popoli. Di conseguenza pensiamo ai guasti della politca di austerity proprio sulle esigenze primarie come il lavoro e l’occupazione, soprattutto dei giovani. Noi quindi vogliamo un’Europa che invece risponda alle esigenze sostenute legittimamente dalle singole nazioni e che sappia coordinarle e rendere queste esigenze compatibili le une con le altre e quindi riesca ad utilizzare l’enorme potenziale produttivo, economico sociale e produttivo dei popoli europei per una politica di sviluppo, di impresa e modernizzazione degli stati membri.

Rilancerete la proposta di uscire dall’euro?

Al momento non è una proposta sul tappeto. Noi riteniamo che si debba modificare sostanzialmente il ruolo della Banca Centrale Europea, riteniamo che le istituzioni finanziarie dell’Unione europea debbano essere al servizio dell’economia reale dei nostri popoli e non il contrario. Spesso abbiamo assistito a decisioni che forse erano fatte sull’influenza forte e predominante della Germania i cui interessi hanno prevaricato rispetto a quelli molto legittimi che altri Paesi hanno.

Brexit, cosa ne pensa come esponente della Lega e come europarlamentare di questa uscita e di quelle che possono essere le ripercussioni sull’Europa?

Per la nostra cultura politica abbiamo sempre un rispetto totale e direi fortemente convinto della volontà dei popoli, che si è espresso in un referendum che ha dato molto chiaramente la vittoria alla tesi di coloro che volevano l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea. Ne possiamo capire molto bene le motivazioni. Credo che quella dell’immigrazione e delle politiche economiche siano state molto rilevanti. Per non parlare poi di questa prevalenza e centralismo ottuso di Bruxelles che è in realtà molto lontano dalla aspirazioni e dalle esigenze dei nostri singoli popoli.

Per quanto riguarda l’evoluzione delle procedure di uscita della Gran Bretagna siamo in attesa di vedere come si svolgerà, e naturalmente lavoriamo perché ciò avvenga con l’interesse di entrambe le parti e non crei sconvolgimenti a danno nè della Gran Bretagna e neanche degli Stati membri. Ricordiamo che del nostro Paese sono originarie molte migliaia di persone che vivono e lavorano in Gran Bretagnia. Quindi ovviamente siamo molto attenti alla situazione.

E per quanto riguarda le prossime elezioni?

Io mi sono già ricandidato, però come sempre attendiamo le decisioni del nostro movimento, che è inappellabile, e che deve confermare o meno le persone che sono già state elette in precedenza, e naturalemente affiancare anche delle nuove candidature. Io sono molto favorevole al fatto che vengano candidate figure giovani, purchè siano portatori di valori tradizionali della Lega, per omogenietà con quelle che sono state le battaglie della Lega.

Mario Borghezio a Ci Siamo in Europa

Mario Borghezio è stato nostro ospite anche nel programma radiofonico Ci Siamo in Europa, in onda su Radio Ci Siamo (CiSiamo.info) il martedì e il venerdì dalle 14 alle 15. Ascolta la puntata con Mario Borghezio e Damiano Zoffoli:

Ci Siamo in Europa – Puntata del 18.04.2018

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.