Laura Ferrara: “Il tempo dell’Europa degli egoismi è scaduto”

In vista delle elezioni europee di maggio 2019, un'intervista esclusiva a CiSiamo.info all'europarlamentare del Movimento 5 Stelle Laura Ferrara

Laura Ferrara
In vista delle elezioni europee di maggio 2019, un'intervista esclusiva a CiSiamo.info all'europarlamentare del Movimento 5 Stelle Laura Ferrara

In vista delle Elezioni Europee di maggio, CiSiamo.info propone un ciclo di interviste agli Europarlamentari italiani.

Laura Ferrara è rappresentante al Parlamento Europeo del Movimento 5 Stelle, Vicepresidente della Commissione Giuridica e membro della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni. A CiSiamo.info ha parlato di futuro, battaglie del Movimento e diritti civili.

Alla vigilia delle elezioni europee i cittadini sentono l’Europa sempre più lontana ed ostile. In questo clima, quale può essere il significato assunto da questo voto?

Il voto del prossimo 26 maggio per il rinnovo del Parlamento europeo offre una grande e concreta opportunità di cambiamento. I cittadini infatti avranno la possibilità di riprendersi l’Europa tenuta in ostaggio da partiti, lobby, banchieri e burocrati. Il tempo dei vari Juncker, Moscovici e Dombrovskis, che hanno privilegiato l’Europa degli egoismi e delle ipocrisie, l’Europa forte con i deboli e debole con i forti, è definitivamente scaduto. Saranno proprio i cittadini europei, a mettere la parola fine allo scellerato Patto del Nazareno europeo, che ha unito PPE (Forza Italia) e S&D (Partito Democratico), ovvero i partiti che hanno ridotto l’Europa in pessime condizioni. Il 26 maggio rappresenterà per l’Europa intera ciò che per l’Italia ha rappresentato il 4 marzo 2018, cioè un vero e proprio cambiamento di paradigma.

Che futuro può esserci per l’Europa, a fronte delle correnti antieuropeiste che dilagano? 

I partiti ultranazionalisti presenti in Europa sostengono posizioni lontane dagli interessi dell’Italia e degli italiani. Non possiamo dimenticare infatti il loro sostegno alla cosiddetta macrocondizionalità che prevede la sospensione dei fondi europei per i Paesi che non rispettano i vincoli di bilancio. Siamo fieri di esserci opposti a questo attacco nei confronti degli stati membri in difficoltà. L’Europa che noi vogliamo è un’Europa dei popoli e dei cittadini e non un’Europa degli egoismi nazionali e delle lobby. Il voto per il M5S è una garanzia in questa direzione.

Quali sono le battaglie che il Movimento 5 Stelle dovrà affrontare nei prossimi anni a Bruxelles? 

Per cambiare l’Europa porteremo avanti con determinazione un programma semplice, chiaro ed efficace che si traduce in sei obiettivi concreti:

  • Più democrazia diretta e stop privilegi
  • 2) Stop austerity: piena occupazione e sviluppo sostenibile
  • 3) Tutela delle persone, della salute e dell’ambiente
  • 4) maggiore tutela del Made in Italy
  • 5) Politica migratoria comune per la redistribuzione europea
  • 6) Lotta alla grande evasione, alla corruzione e alla criminalità

Mi può parlare della proposta di introduzione del referendum europeo?

Le decisioni dell’Europa di oggi ignorano sistematicamente o frustrano le aspettative e le richieste formulate da milioni di cittadini attraverso i pochissimi, e poco efficaci strumenti di democrazia diretta di cui dispone l’Ue. Le petizioni e l’iniziativa dei cittadini europei (Ice) spesso cadono nel vuoto. Occorre dunque colmare questo grave deficit democratico coinvolgendo tutti i cittadini sui grandi temi decisivi per il futuro dell’Unione. Pertanto bisogna rafforzare gli strumenti di democrazia diretta modificando, se necessario, i Trattati con l’obiettivo di introdurre i referendum europei. Pensiamo a tre tipologie di strumenti:

1) la riforma dell’iniziativa dei cittadini europei (Ice), oggi uno stimolo all’iniziativa legislativa della Commissione europea affinché proponga un atto legislativo. Questo strumento dovrà trasformarsi in Iniziativa Legislativa dei Cittadini Europei, con la possibilità per i cittadini di presentare delle vere e proprie proposte legislative le quali, una volta superato il controllo di conformità ai Trattati della Corte di Giustizia, devono essere calendarizzate obbligatoriamente dal Parlamento Europeo entro un anno

2) un referendum consultivo che può essere indetto dal Parlamento europeo allorquando ritenga che le proposte della Commissione siano divisive, nocive e contrarie agli interessi superiori dei cittadini europei. Per indirlo sarebbe sufficiente il voto dei due terzi dell’assemblea. Si offrirebbe così a 500 milioni di cittadini europei la possibilità di stabilire la posizione del Parlamento sulla proposta della Commissione

3) un referendum abrogativo per cancellare le leggi sbagliate fatte dagli euroburocrati. 5 milioni di cittadini, provenienti da almeno un terzo degli Stati membri, potranno firmare una petizione per richiedere una consultazione che abroga un atto giuridico (o una sua parte) dell’Unione europea che abbia un effetto vincolante (e quindi un regolamento, una direttiva o una decisione). Per rendere legittimo il risultato del referendum si potrebbe prevedere un quorum minimo partecipativo del raggiungimento del 25% dei partecipanti in almeno tre quarti dei Paesi membri ed un controllo amministrativo della Corte di Giustizia. Una proposta che di fatto attribuirebbe ai cittadini il potere di veto sulle politiche che considerano sbagliate.

Quali sono i diritti civili che sempre di più in questo periodo l’Europa si trova a dover tutelare dalle politiche dei diversi Paesi?

Oggi ci sono alcuni stati membri dell’Unione che purtroppo sembrano discostarsi dai principi fondamentali che stanno alla base dell’ordinamento dell’Unione europea. Spesso vengono minacciati, con atti legislativi o dei governi, diritti fondamentali come la libertà di espressione e di associazione, o i diritti delle minoranze. In taluni casi sembra essere a rischio persino lo Stato di diritto. L’Europa non può ignorare questa deriva antidemocratica e deve intervenire subito utilizzando gli strumenti messi a disposizione dai trattati volti a garantire il rispetto dei sui valori fondanti, ovvero il rispetto della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell’uguaglianza, dello Stato di diritto e del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle persone appartenenti alle minoranze.

Parlando della questione migranti, quale deve essere, nella sua opinione, l’impegno da parte dell’Ue?

L’Unione europea deve porre fine alle ipocrisie ed agli egoismi degli stati nazionali, che da un lato proclamano una solidarietà inesistente nei confronti dei migranti, mentre dall’altro lato lasciano da sola l’Italia ad occuparsi dell’emergenza migratoria nel Mediterraneo. A nostro avviso è necessario ed indispensabile far valere il principio di solidarietà e di equa ripartizione della responsabilità tra gli Stati membri, anche sul piano finanziario, sancita dall’articolo 80 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Ciò significa rendere obbligatoria la redistribuzione dei migranti che arrivano alle frontiere e che hanno diritto di asilo ed accoglienza.

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.