Secondo Pararagone possiamo uscire dall’Ue e “stampare i soldi”

Secondo Pararagone possiamo uscire dall'Ue e "stampare i soldi". Il senatore ex grilino si prepara al lancio del suo partito Italexit

Secondo Pararagone possiamo uscire dall'Ue e
Gianluigi Paragone

Secondo Pararagone possiamo uscire dall’Ue e “stampare i soldi”. Avanti un altro. “Entro luglio il senatore Paragone vuole fondare un suo partito per portare l’Italia fuori dall’Unione Europea e dall’Euro“. Lo dichiara in terza persona, perché oltre all’umorismo non manca nemmeno la modestia, lo stesso Paragone, ex 5Stelle, ex leghista, in un’intervista a Libero.

Secondo Pararagone possiamo uscire dall’Ue e “stampare i soldi”

La formazione potrebbe chiamarsi Italexit, “anche se per ora è una suggestione”, dice il senatore ex grillino che aggiunge di essere, ovviamente, “in contatto con Farage, molto interessato all’idea” e a dirla tutta non si capisce il perché, visto che l’inglese la sua missione, chiamiamola così, l’ha già portata a casa. Ma in certi ambienti il nome di Nigel Farage è sufficiente evocarlo: come diceva quel vecchio spot, basta la parola.

E insomma a sentire Paragone “il problema è che molti ormai pensano che le briciole siano il pasto vero”, il che “fa male all’economia reale, alle famiglie, ai lavoratori e alle piccole e medie imprese: lo vedremo presto se l’Europa ci riempirà di soldi”. Tant’è. “Io non credo nella Ue e non credo affatto che la Bce sia il suo braccio armato, almeno fino a quando non sarà in grado di stampare moneta e di monetizzare il debito”. Eppure la soluzione è facile, almeno secondo lui. Paragone ribadisce infatti di essere favorevole a uscire “direttamente dall’Europa, m’informo degli strumenti che ho a disposizione e stampo moneta“, ciò che, non si stanca di ripetere, succede di norma fuori dalla Ue. E pazienza se non è vero. Tanto più che “non c’è manco più problema d’inflazione, magari ci fosse”. Ci vuol poco in fondo, una stampante a colori, laser e wi-fi. Quanto al partito, Paragone sostiene che farlo “non è come organizzare una partita di calcetto, dove ti scegli i giocatori”. E sul rapporto con un altro fuoriclasse, Alessandro Di Battista, sottolinea che “non siamo Albano e Romina”. Quelli, perlomeno, sanno cantare.