Secondo Salvini in Europa vogliono che governi lui

Secondo Salvini in Europa vogliono che governi lui perché si accorgeranno presto di cosa significa "un governo paralizzato"

Secondo Salvini in Europa vogliono che governi lui. Un election day che comprenda anche le politiche? A ottobre “gli italiani verranno chiamati a votare per le regionali, comunali e per il referendum sul taglio dei parlamentari. E allora si chieda agli elettori di esprimere un governo che duri 5 anni e abbia le idee chiare. Abbiamo i dossier pronti per governare!”, sostiene Matteo Salvini in un’intervista alla Stampa.

Secondo Salvini in Europa vogliono che governi lui

“Via questo governo ideologico, contrario alla libertà di impresa e di culto, alle scuole e agli ospedali privati”. Secondo il leader della Lega “anche in Europa auspicano un governo stabile. Sarebbe un’operazione verità” perché “questa maggioranza non è in grado di affrontare il rilancio dell’economia”. Per Salvini la volontà popolare va incontro al Carroccio perché “la gente ha bisogno di parlare, non se ne può più degli incontri online. Sento un rinnovato sentimento attorno a noi”, dice, frutto anche del fatto che “noi abbiamo tentato di collaborare con il governo. Lo abbiamo inondato di proposte. Ascolto da parte del governo: zero. Mi sembra chiaro che ignorino le stesse richieste del presidente Mattarella“, che ha auspicato un dialogo esecutivo-opposizione.

L’ex ministro dell’Interno invita le forze che compongono il governo a fare un esame di coscienza come, a suo dire, “ho fatto io, che ho chiuso un’esperienza di governo quando ho capito che tutto era bloccato”. Sicuro che in Europa preferiscano un’esecutivo a guida Salvini-Meloni? “Si accorgeranno presto – replica – cosa significa avere a che fare con un governo paralizzato. Altro che Stati generali dell’economia, che servono a chi non ha le idee chiare a prendere tempo. Gli altri Paesi europei sono molto più avanti di noi. Grecia, Spagna, Portogallo, Francia, Germania hanno investito più di noi senza aspettare il Mes, con i loro soldi. La Francia investe 18 miliardi sul turismo, noi non siamo arrivati a tre. Nei prossimi mesi si decide il destino dell’Italia per i prossimi trent’anni. Se, come nel dopoguerra ci fosse un De Gasperi, uno direbbe ‘mi rassegno’, ma noi abbiamo Bonafede e Azzolina. C’è la fila di aziende francesi pronte a comprare aziende italiane. Ho chiesto al Copasir di controllare”. E sul centrodestra e Berlusconi il leader della Lega incalza: “Anche io parlo riservatamente con diversi ministri e non lo rendo pubblico. Mi fido di quello che vedo e mi rifiuto di pensare che un liberale possa sostenere pezzi di governo di estrema sinistra. Questo è un governo come ai tempi di Bertinotti”. Ma dal Pd circola voce che Fi e Lega trattano su una legge elettorale proporzionale. “Io non ho visto assolutamente nulla né da parte del Pd né dai 5S. Una legge proporzionale ci riporta indietro di 40 anni, alla prima repubblica. Alle regionali della Campania c’è un’alleanza tra De Luca, Cirino Pomicino, Mastella e De Mita, quattro ere geologiche fa. Questo è il proporzionale. Invece chi ha un voto in più deve governare. Ci vuole un premio di maggioranza, altrimenti dipenderemo dai Renzi di turno“.