Renzi vuole ancora cambiare la Costituzione: “Si elegga il premier”

Renzi vuole ancora cambiare la Costituzione: "Si elegga il premier". L'ex presidente del Consiglio lo scrive nel suo libro 'La mossa del cavallo'

Renzi vuole ancora cambiare la Costituzione: “Si elegga il premier”. “Ritengo necessario, e del tutto probabile, che molto presto si parlerà di nuovo della Grande Riforma, ma non per fornire specchietti per le allodole come in passato la riduzione del numero dei parlamentari, il cui unico effetto è stato quello di accrescere il tasso di sfiducia verso la politica”. Così si legge nell’anticipazione de La mossa del Cavallo, il nuovo libro di Matteo Renzi. “Non è più tempo di bluff”, scrive dunque l’ex premier. Che torna sul suo pallino, bloccato dal noto referendum del 4 dicembre 2016: “L’obiettivo primario deve essere quello di allargare l’orizzonte: torneremo a chiederci se abbia un senso che l’Italia rimanga un paese in cui ogni decisione viene sottoposta ad almeno un duplice passaggio parlamentare, in cui si danno due voti di fiducia, mentre rimane preclusa la possibilità di un nesso fra la tornata elettorale e l’espressione del capo del governo”.

Renzi vuole ancora cambiare la Costituzione: “Si elegga il premier”

E insomma è necessaria la ‘Grande Riforma’ che, sostiene sempre Renzi nel libro, “sarà di nuovo tra i primi punti in agenda, nel momento in cui tornerà finalmente la politica, quella vera, e la demagogica esigenza di contare i like sui social lascerà il campo alla reale necessità di un funzionamento delle istituzioni degno di questo nome. Ciò che ci aspetta, a livello istituzionale, non può che essere il ritorno a un grande patto tra cittadini e forze politiche. Ma le regole vanno scritte insieme. – continua – Ognuno potrà poi contestare l’altro dentro la cabina elettorale, ma le basi vanno condivise, perché l’Italia non può continuare a cambiare un governo all’anno, né possiamo permetterci di mandare a votare gli italiani senza che questo voto produca degli effetti concreti. La democrazia parlamentare è stata fondamentale per far superare al paese la nefasta stagione fascista e bellica, e negli anni della guerra fredda cambiare un presidente del Consiglio ogni dieci mesi non costituiva affatto un problema: i governi erano instabili, ma l’Italia era stabilmente protetta dall’Alleanza atlantica, presidio di frontiera a due passi dalla Cortina di ferro, confine del mondo libero”. E quindi, Renzi lo ribadisce chiaro e tondo, per lui è “il momento di prendere il coraggio a due mani, di accettare la sfida e introdurre l’elezione diretta del presidente della repubblica o del presidente del Consiglio dei ministri”, ovviamente modificando la Costituzione in tal senso.