Anm, Caiazza: “Separazione carriere per ridimensionare i pm”

Anm, Caiazza: "Separazione carriere per ridimensionare i pm". Il presidente delle camere penali ritiene che la vicenda Palamara non investa solo l'ex capo del sindacato delle toghe ma un intero sistema

Anm, Caiazza:
Gian Domenico Caiazza

Anm, Caiazza: “Separazione carriere per ridimensionare i pm”. “Noi proponiamo da molti anni due cose molto semplici, in coerenza con questa analisi: separazione delle carriere, per liberare la giurisdizione dal giogo inconcepibile della magistratura inquirente; divieto di messa fuori ruolo dei magistrati per invadere l’esecutivo, ed il Ministero di Giustizia in particolare (titolare del potere disciplinare, giusto per non dimenticarcelo)”.

Anm, Caiazza: “Separazione carriere per ridimensionare i pm”

Lo scrive sul Riformista Gian Domenico Caiazza, presidente dell’Unione della camere penali, convinto che “occorre cioè ricondurre il potere della Magistratura inquirente nell’alveo della normalità costituzionale, liberando la giurisdizione e la politica giudiziaria da quell’abnorme potere di controllo. Per quanto tempo ancora la cristallina ragionevolezza di queste proposte potrà essere ignorata?”.

Domanda sensata, nelle more dello scandalo Anm scaturito dalle carte dell’inchiesta Palamara. Caiazza fa infatti notare che quando la faccenda esplose “invitammo da subito Anm a non commettere un errore che sarebbe stato fatale innanzitutto per sé stessa: e cioè affrontare la vicenda come un caso di devianza deontologia e addirittura criminale di qualche magistrato, e di uno in particolare. Sapevamo tutti perfettamente che da quelle carte, seppure centellinate dalla (legittima) strategia investigativa, emergeva un sistema, ‘il’ sistema, a tutti ben noto, che un trojan aveva impietosamente registrato nel protagonismo di Luca Palamara, ma che qualche anno prima sarebbe emerso identico, nella interpretazione, magari più elegante o più prudente, del leader di turno“.