Ospedale in Fiera, Gallera: “L’inchiesta? Paradossale”

Ospedale in Fiera, Gallera: "L'inchiesta? Paradossale". Che sarebbe successo se ne avessimo avuto bisogno senza averlo a disposizione?, si chiede l'assessore lombardo al Welfare

E Gallera assicura
Giulio Gallera

Ospedale in Fiera, Gallera: “L’inchiesta? Paradossale”. Secondo l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera Gallera è “una vicenda paradossale”, quella dell’inchiesta sull’ospedale in Fiera. “Abbiamo deciso di creare quella struttura – dice in un’intervista a Il Giorno – per altro senza soldi pubblici, il 7 marzo, quando la curva dei contagi sembrava salire senza sosta. Ci chiedevamo: che succederà se l’onda della bomba atomica scoppiata a Lodi e Bergamo arriverà a Milano? La curva poi, per fortuna, è scesa. Ma se fosse successo il contrario e noi non avessimo allestito quell’ospedale oggi saremmo attaccati allo stesso modo, ma per motivi opposti. E’ ovvio che l’attacco è strumentale”.

Ospedale in Fiera, Gallera: “L’inchiesta? Paradossale”

“In tre mesi – prosegue Gallera -. non ho staccato che per un giorno e mezzo. E c’è ancora tanto da fare. Anche per non trovarsi impreparati a una nuova ondata. Spero non arrivi. Stiamo operando per scongiurarla. Il numero di persone che si ammalano gravemente è sceso; segno, anche, che il virus è meno potente. E comunque dovessimo registrare una ricaduta sapremmo come affrontarla”.

Riguardo ai ritardi sui tamponi, “quanto avvenuto in Lombardia è imparagonabile a quanto registrato nelle altre regioni – sostiene -. Fatta salva forse l’Emilia, per la situazione di Piacenza. Siamo la regione che ha fatto più tamponi. Per la precisione, oltre 600.000. Avendo avuto moltissimi malati abbiamo dovuto selezionare le persone a cui farli. Anche perché i reagenti necessari scarseggiavano, ed è questo il vero tema”.