Zaia: “Misure prese dal governo non sono realistiche”

I cittadini vogliono lavorare, non ricevere sussidi. "Noi qui manteniamo le nostre famiglie e tutta l'Italia. La nostra recessione è la recessione dell'Italia", sono le parole del Governatore, che cita anche Lombardia ed Emilia Romagna

Zaia
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Luca Zaia, presidente del Veneto, si fa portavoce del sentimento di insoddisfazione che sembra prevalere da ieri sera, momento in cui sono state ufficializzate le date delle riaperture per le varie categorie. Nella sua regione, però, le misure adottate saranno parzialmente diverse: è infatti consentito in Veneto lo spostamento individuale su tutto il territorio regionale per recarsi alle seconde case di proprietà o alle imbarcazioni ormeggiate al di fuori del Comune di residenza per la manutenzione e la riparazione. Lo prevede la nuova ordinanza annunziata oggi dal Governatore. Relativamente a queste norme le prescrizioni entreranno in vigore alle ore 6.00 di domani. – La nuova ordinanza del Veneto sugli spostamenti prevede l’autorizzazione della “vendita di cibo per asporto tramite veicolo, senza uscita di passeggeri“.

Zaia portavoce dell’insoddisfazione dei cittadini

Dopo settimane di privazioni e restrizioni, ora la maggior parte degli italiani ha voglia di tornare alla normalità, seppure parziale, e ci si sarebbero così aspettati maggiore aperture.

“Penso di ricevere un migliaio di messaggi all’ora, e tutti dicono la stessa cosa. Sono messaggi di gente che dice che vuole lavorare. Magari non è consuetudine dapperutto, ma qui non ho nessuno che mi chiede di accedere ad un sussidio o al reddito di cittadinanza, mi chiedono di andare a lavorare” – ha affermato Zaia in conferenza dalla sede della Protezione Civile – . Non è una visione cinica di pensare solo ai soldi, ma noi qui manteniamo le nostre famiglie e tutta l’Italia. La nostra recessione è la recessione dell’Italia” – ha concluso il Governatore, citando anche Lombardia ed Emilia Romagna.

Il malcontento dei parrucchieri

Tra le categorie che si sentono maggiormente danneggiate dall’ultimo decreto ci sono certamente i parrucchieri, che non potranno riaprire prima del 1° giugno. E Zaia, sta appieno dalla sua parte, poiché riesce a comprendere come possa essere pesante anche sul piano economico dover attendere così a lungo.

I parrucchieri , i barbieri hanno tutte le ragioni per protestare, ma come si fa a dire loro che potranno aprire il primo giugno perchè allora saranno in regola e sicuri e oggi no? Il virus c’è oggi e ci sarà anche domani” – ha detto ancora Zaia.

E proprio questa mattina due parrucchieri titolari di un negozio in centro storico a Padova si sono incatenati per protesta al grido: “Noi più sicuri e puliti dei bus: fateci aprire”. Su questo tema è intervenuto lo stesso governatore veneto: “Come può essere meno sicuro un negozio di 40 metri quadri dove entra una sola persona, rispetto ad un autobus dove salgono 15 persone?