Fontana: “Avrei aperto negozi con limiti agli orari”

Il governatore lombardo si sarebbe aspettato un maggiore allentamento dellemisure e critica la scarsa attenzione nei confronti dela famiglia

Fontana
Foto. Twitter

Poche polemiche, ma Attilio Fontana non è del tutto d’accordo cn il nuovo decreto governativo. Le decisioni prese dal governo sulla Fase 2 sono state annunciate dal Premier Conte, ma non è mancata un po’ di delusione da parte di chi si sarebbe aspettato un maggiore allentamento delle misure. Tra questi, c’è anche il Governatore della Lombardia, Attilio Fontana, che non nasconde come il 4 maggio avrebbe “riaperto sicuramente in modo parziale e contingentato e in modo limitato alcune attività commerciali, qualche negozio, magari non durante tutto l’arco della giornata, alternando mattino e pomeriggio con ingressi limitati e con controlli di chi ci entra, ma qualcosa si sarebbe potuto aprire” – ha detto ai microfoni di Sky Tg24.

Anche per il presidente la priorità alla salute resta, ma si dovrebbe pensare anche a ridurre il disagio ai cittadini, piegati da importanti difficoltà sul piano economico: “Non è questione di coraggio, è rendersi conto della realtà in cui viviamo – ha aggiunto -. Sulla base di alcune previsioni noi saremo pronti a fine giugno e non è fattibile una cosa di questo genere, si eliminerebbero una serie di comparti interi“.

Fontana critica la scarsa considerazione per le famiglie

La conferenza del premier è stata particolarmente lunga, ma tra i temi che non sono stati toccati ci sono quelli relativi alle famiglie. Se molti torneranno a lavorare, resta infatti da capire cosa ne sarà dei più piccoli, che non potranno andare a scuola. “C’è mancanza di chiarezza su cosa si offre alle famiglie ed è un grandissimo problema. soprattutto perché stavamo dirigendoci nella direzione di riaprire i centri estivi, ma l’Istituto superiore di sanità ha detto che assolutamente non è accettabile. Uno dei due genitori dovrebbe rimanere a casa per poter gestire i bambini e lo stipendio che manca dovrebbe versarlo lo Stato. E’ una ipotesi”.

Il ruolo cruciale della Lombardia

Nel corso di queste settimane non sono mancate le polemiche sulla gestione dell’epidemia da parte della Lombardia, che resta la regione con il maggior numero di vittime. Non è mancato chi ha sottolineato come ritengano penalizzati gli altri territori, che hanno avuto meno contagi

È da stabilire se saremo il freno dell’Italia ma è chiaro che l’idea che qualcuno la possa pensare in questo modo mi amareggia molto perché quando eravamo la locomotiva nessuno si lamentava di questa nostra posizione ma anzi erano ben contenti che lo fossimo e magari sfruttavano anche questo nostro andare molto veloce – ha detto ai microfoni di ‘Cento città su Rai Radio 1 a chi gli chiedeva se la Regione da locomotiva d’Italia sia diventato un freno per la ripartenza -,. Credo – ha aggiunto Fontana – che le regole siano state dettate dal governo in maniera assolutamente conforme in base alle necessità. E’ chiaro che le altre Regioni abbiano beneficiato di queste chiusure perché se non ci fossero state magari il virus si sarebbe diffuso nei loro territori così come si era diffuso all’inizio in Lombardia quando nessuno l’aveva ancora scoperto”.