Fase 2, Lega si muove: “Chiarezza per parrucchieri ed estetisti”

"E' possibile che una partita IVA meriti meno di chi ha ottenuto il reddito di cittadinanza?" - sono le parole dei rappresentanti del partito

Lega difesa parrucchieri estetisti
Foto: Pixabay

Tra le categorie che risultano essere maggiormente penalizzate dal nuovo decreto annunciato ieri dal premier Conte ci sono certamente parrucchieri ed estetisti. Loro, infatti, non potranno aprire prima del 1° giugno, il che sta a indicare una chiusura valida per quasi tre mesi. La Lega scende quindi in campo in loro difesa, costretti a modificare il loro modo di lavorare e a sostenere spese per mettere a norma il proprio negozio. Il rischio che molte attività possano non riaprire è dietro l’angolo.

Lega difesa parrucchieri estetisti – La presa di posizione del Carroccio

Decine di migliaia di professionisti rischiano di perdere il lavoro e chiudere l’attività. Parrucchieri, estetisti e tatuatori non hanno bisogno di prestiti, cioè di ulteriore debito, o di crediti di imposta. Hanno bisogno di liquidità senza condizioni, di regole chiare e di buonsenso. Devono poter aprire in sicurezza, sapendo di poter contare sul sostegno dello Stato. Affitti, mutui e bollette non aspettano: il governo deve agire subito. Basta task force inutili. Presenteremo un emendamento specifico, dopo aver raccolto durante una serie di incontri, l’ultimo oggi pomeriggio, le richieste di alcuni rappresentanti della categoria. Quelli che volevano abolire la povertà stanno mettendo alla canna del gas il Paese: l’obolo di 600 euro non basta. E’ possibile che una partita IVA meriti meno di chi ha ottenuto il reddito di cittadinanza?“. Così i leghisti Massimo Bitonci, deputato e già sottosegretario al Mef, e Andrea Ostellari, senatore e presidente della Commissione Giustizia a Palazzo Madama.

Sul web, intanto, monta la polemica e l’hashtag #parrucchieri scala la classifica delle tendenze su Twitter. Tra i sostenitori della riapertura ci sono giornalisti, scrittori e politici, come il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, e diversi parlamentari di opposizione, compreso il leader leghista, Matteo Salvini.

Il partito ha nel frattempo depositato una mozione di sfiducia nei confronti del Ministro dell’Economia Gualtieri: primo firmatario Matteo Salvini.