Coronavirus, in Liguria va meglio. Toti: “Parte più acuta alle spalle”

Il Governatore avverte: "Questo non vuol dire che le misure per il contenimento che ci siamo dati vadano allentate"

Toti
Il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti (Foto: Twitter)

L’emergenza Coronavirus in Italia è ancora in corso, ma alcuni dati iniziano a essere incoraggianti. Tra questi, quelli che riguardano la Regione Liguria. “I dati di oggi ci confermano che siamo in una fase di diminuzione dell’aumento dei contagi. In italiano è un ossimoro ma vuol dire che la curva dei contagi ha raggiunto il plateau. Ci auguriamo che nei prossimi giorni inizi la discesa” – ha detto il presidente Giovanni Toti, nel punto stampa via social di fine giornata.

Toti vede spiragli positivi

“La diminuzione percentuale dei tamponi positivi è costante- prosegue il governatore – dovremmo esserci lasciati alle spalle la parte più acuta delle epidemie. Questo non vuol dire che le misure per il contenimento che ci siamo dati vadano allentate. È del tutto evidente che saranno prorogate dal governo anche oltre questo fine settimana”.

Toti ha voluto entrare ancora più nel dettaglio: “Aumentano gli ospedalizzati, soprattutto quelli di media intensità. Inoltre, il fatto che ci siano 175 persone in terapia intensiva, denota che, come avevamo promesso, i posti letto di rianimazione continuano a crescere, non siamo alla soglia massima. Tutti hanno una chance di cure appropriate nei nostri ospedali”.

La buona notizia di oggi, continua il presidente, è che “finalmente abbiamo un discreto numero di mascherine: oggi ne abbiamo distribuite 27.000 ad aziende sanitarie e Rsa. Ci auguriamo che ora il flusso sia ininterrotto. La nuova emergenza, però, è quella delle tute: ci stiamo attrezzando per recuperarle ovunque, ma non sono un bene facile da trovare”. I

Massima attenzione anche a chi è in trincea in questa fase. “Sono iniziati i test sierologici per gli operatori sanitari – conferma il Governatore -. Domani partiranno quelli nelle Rsa e per un campione significativo dei donatori di sangue. Poi, nelle prossime due settimane, proseguiremo con altre categorie a rischio: servizi pubblici essenziali, cantieri, catena alimentare”.