Coronavirus, numeri ancora in aumento in Lombardia. Fontana: “Sono preoccupato”

Il Governatore parla di 2.500 contagiati in più, ma senza precisare se si tratti di dati parziali e a quale periodo faccia riferimento

Fontana
Foto: Twitter

Nella prima parte di questa settimana qualche segnale incoraggiante sembrava esserci. Anche in Lombardia, la regione finora più colpita dal Coronavirus, il numero dei ricoverati aveva registrato un calo. Certamente è ancora presto per pensare che l’emergenza sia finita, ma sembrava esserci la sensazione che il peggio fosse passato, Invece, ora la situazione sarebbe tornare a registrare un trend different. Il dato – e ancora non è chiaro se si tratti di un numero parziale – viene fornito dal presidente della Regione Attilio Fontana che parla di 2.500 contagiati in più nell’ultima giornata.  Il governatore ha spiegato che “non sono ancora state fatte analisi” su quali zone siano più colpite. “Non so se è arrivato il picco o se ci è sfuggito qualcosa – ha aggiunto – queste valutazioni spettano ai tecnici, io posso solo dire che personalmente sono preoccupato”.

Fontana risponde alla polemica sui tamponi

Negli ultimi giorni non sono mancate le critiche al Pirellone sulla gestione della situazione, come quella del sindaco di Bergamo, Giorgio Gori arrivata solo ieri. In tanti hanno criticato la Lombardia per la decisione di misurare la febbre all’ingresso dei supermercati, mentre in realtà si dovrebbero fare più tamponi per rilevare anche gli asintomatici.

Ma su questo aspetto Fontana ha ribattuto con decisione. “Abbiamo rispettato rigorosamente quello che ci è stato dettato dall’Istituto di sanità del nostro Paese. Lunedì abbiamo mandato la richiesta al comitato tecnico-scientifico, nella quale si chiede se le linee guida debbano ritenersi confermate o superate. Ad oggi non abbiamo avuto risposta e in assenza di risposta dobbiamo ritenere che le misure siano le stesse. Se ci arriveranno nuove istruzioni ne prenderemo atto e come sempre ci adegueremo”.