Fontana: “Dati rallentano, ma se molliamo è un disastro”

Il Governatore della Lombardia inizia a vedere uno spiraglio positivo, ma invita i cittadini a continuare a rispettare le norme per poter proseguire su questa tendenza

Fontana
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La Lombardia continua a essere la regione più colpita dal Coronavirus e con il maggior numero di vittime. Forse però il restringimento delle misure messe in atto nell’ultimo periodo inizia a far sentire il proprio effetto. Ormai da inizio settimana, infatti, i dati iniziano a dare qualche segnale di risveglio, come ha confermato il presidente Fontana: «Si conferma questa sensazione di rallentamento dei numeri, costante, ma non dobbiamo assolutamente mollare la presa» – ha detto il Governatore nella conferenza stampa di aggiornamento dell’emergenza in Regione. 

È però necessario proprio per questo continuare a seguire le direttive: «Che questi dati diano una motivazione in più ai cittadini a rimanere in casa perché queste misure dei risultati si portano. Se dovessimo alzare il piede sarebbe un disastro». 

Fontana chiarisce sull’ordinanza

Negli ultimi giorni sono sorti dubbi sull’ordinanza emessa nel weekend dal Governatore, che imponeva misure più rigide e valide fino al 15 aprile. Lo stesso presidente aveva indicato di avere chiesto chiarimenti al Ministro Lamorgese per capire se fosse valido il provvedimento lombardo o quello nazionale, che durerà al momento fino al 3 aprile.

Ora è lui stesso a chiarire. Sulle misure restrittive diramate in ambito regionale Fontana ha ribadito che andranno avanti per dieci giorni salvo intervento del presidente del Consiglio. «L’ordinanza emessa domenica per dieci giorni è in vigore, salvo che poi venga modificata o revocata dal presidente del Consiglio», ha dichiarato il presidente della regione. 

Sui tempi di partenza dell’ospedale nella Fiera di Milano: «Non lo so – risponde Fontana – non c’è Bertolaso non lo so, i lavori vanno avanti». Sulle condizioni di Guido Bertolaso, sentito telefonicamente, ha dichiarato: «Ieri aveva un po’ di febbre e dei disturbi tipici di questa malattia, la voce mi sembrava squillante e tranquilla».