Per Fico i parlamentari non possono fermarsi perché sono come i medici

Per Fico i parlamentari non possono fermarsi perché sono come i medici. "La Camera non ha abdicato al suo ruolo e non intende farlo", dice il numero uno di Montecitorio

Per Fico i parlamentari non possono fermarsi perché sono come i medici
Roberto Fico

I parlamentari sono come i medici, non possono fermarsi. Così dice il presidente della Camera Roberto Fico in un’intervista a Repubblica. “Il Parlamento dev’essere in prima linea, non può arretrare, come non arretrano i medici e altre categorie – afferma – lo voglio ricordare a tutti. E questo perché nelle fasi emergenziali il Parlamento non solo resta un presidio a garanzia dei principi democratici, ma è chiamato a offrire sostegno a chi fronteggia in prima persona l’emergenza e a chi subisce il peso economico e sociale di questa situazione”.

Per Fico i parlamentari non possono fermarsi perché sono come i medici

“Da presidente sono responsabile del buon andamento dei lavori – dichiara Fico – in questi giorni abbiamo limitato l’attività agli atti indifferibili. Anche in altri Parlamenti europei l’attività si è drasticamente ridotta”. Ma sottolinea: “La Camera non ha abdicato al suo ruolo e non intende farlo. Abbiamo deciso di concentrare le attività” sulla crisi da coronavirus e “stiamo cercando il modo più giusto per proseguire i lavori”. Poi, sul voto a distanza: “Credo si debba scongiurare il rischio di adottare, sull’onda dell’emotività, soluzioni che non abbiamo ponderato a sufficienza sul piano regolamentare e soprattutto costituzionale. Un elemento fondante del sistema parlamentare è la partecipazione degli eletti ai dibattiti e alle votazioni. È per questo che l’articolo 64 della Costituzione fa riferimento alla ‘presenza’ dei parlamentari ai lavori delle Camere. Bisogna capire se in una fase di emergenza possiamo interpretare quella ‘presenza’ in modo diverso. Ma qualsiasi soluzione tecnica deve garantire il pieno rispetto della Costituzione e dei suoi valori”.

Intanto, continua Fico, si può pensare “all’istituzione di una Commissione speciale, come quelle costituite all’inizio delle legislature per l’esame di atti del governo. Discuteremo in Capigruppo questa soluzione”, che potrebbe durare per “la fase dell’emergenza. Alla Commissione potremmo affidare l’istruttoria di tutte le leggi sottoposte all’esame della Camera, ferma restando la deliberazione finale dell’Aula”.