Parisi: perché taccio sul coronavirus (a differenza degli altri all’opposizione)

Parisi: perché taccio sul coronavirus (a differenza degli altri all'opposizione). "Un altro governo non avrebbe commesso errori? Non credo proprio"

Coronavirus, Parisi: il blocco non basta, il governo usi la tecnologia per tracciare i positivi effettuando anche una grande quantità di tamponi
Stefano Parisi

Parisi: perché taccio sul coronavirus (a differenza degli altri all’opposizione). “Sono stati commessi errori? Sicuramente sì, specie nella comunicazione. Qualcun altro al posto loro non ne avrebbe commessi? Non credo proprio. C’è chi approfitterà di questa situazione per trarne vantaggio personale. Sicuramente sì. Ma oggi il nostro compito è comportarci da persone responsabili. Oggi dobbiamo essere un popolo unito e consapevole. Chiunque si fosse trovato a Governare avrebbe trovato davanti a sé una situazione del tutto nuova con un Paese del tutto impreparato”. E quindi “ora dobbiamo solo seguire le prescrizioni con rigore e dare una mano. In Regione (Lazio, ndr) lo stiamo facendo. Maggioranza e opposizione si incontrano con la Giunta due – tre volte a settimana per fare il punto e condividere le strategie e le azioni”.

Parisi: perché taccio sul coronavirus (a differenza degli altri all’opposizione)

Così scrive sulla sua pagina Fb Stefano Parisi, leader di Energie per l’Italia, mandando frecciate agli altri membri del centrodestra di cui pure, almeno una volta, faceva parte anche lui, a proposito dell’atteggiamento tenuto in questi giorni complicati di coronavirus e conseguenze poco piacevoli. Di nuovo poco mainstream, Parisi, quando ammette che “l’epidemia ci ha trovati con un enorme debito pubblico, una spesa pubblica inefficiente, senza nessuna riserva di risorse da utilizzare per fronteggiare le esigenze drammatiche degli ospedali e quelle altrettanto drammatiche di un’economia ferma”, senza inventarsi come va di moda che sia colpa della Ue.  Ad ogni modo, conclude, “torneremo a essere un grande Paese. Ora stiamo a casa e facciamo il nostro dovere”.