Premier eletto dal popolo: l’idea di Renzi raccoglie consensi

L'ex presidente del Consiglio ha lanciato la proposta in occasione della sua partecipazione a Porta a Porta

Renzi:
Matteo Renzi

Matteo Renzi in occasione della sua presenza a “Porta a porta” ha lanciato una proposta di cui si parla periodicamente, ma che finora non è stata ancora tradotta in realtà: l’elezione del Premier attraverso il voto dei cittadini, che diventerebbe così una sorta di “sindaco d’Italia”.

Finora, infatti, questo non è possibile: gli italiani hanno la possibilità di esprimere la loro opinione solo sulla coalizione che vorrebbero al governo, mentre la persona che viene poi eletta presidente del Consiglio viene decisa dal partito.

Come è facile immaginare, non si tratterebbe di un’idea così negativa per gran parte dei nostri connazionali.

Il parere degli italiani

Il 52% degli italiani si dice favorevole alla proposta lanciata dall’ex premier, solo il 26% è contrario. Da non sottolineare il numero di persone che ancora non riesce a esprimere con sicurezza un’opinione: è il 22%.

Come indicato da Quotidiano.net, gli elettori maggiormente attratti dal premier eletto dal popolo sono i seguaci di Renzi (84%) e quelli di Silvio Berlusconi (90%). Maggioranza assoluta anche tra gli elettori del leader della Lega, Matteo Salvini (72%), e della numero uno di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni (71%). Invece i votanti del Movimento 5 Stelle sono, al momento, spaccati tra pro e contro: i favorevoli arrivano al 48%. 

Tutta da chiarire invece la posizione degli elettori del Partito Democratico, attualmente diviso su diversi ambiti. Meno di un terzo quelli che vedono con favore l’ipotesi di un premier eletto direttamente dal popolo; oltre la metà del totale (55%) i contrari.

Numeri di questo tipo però non possono essere sottovalutati perché mettono in evidenza come gran parte dei nostri connazionali ritenga giusto poter essere interpellato anche su un tema importante come quello della scelta del capo del governo.

Chi sarebbe il preferito?

Il sondaggio non si è limitato però a questo, ma ha provato anche a individuare su chi si concentrerebbero le preferenze degli italiani.

Come ipotetici candidati si sono testati l’attuale premier, Giuseppe Conte, e il dem Nicola Zingaretti, alternativi tra loro per l’area di centrosinistra e M5s; Salvini e Meloni per quella di centrodestra. Non si è mancato però di prendere in considerazione anche la candidatura di Matteo Renzi, che si è fatto portavoce della proposta.

In tutti gli scenari analizzati appare evidente una preferenza nei confronti del centrodestra, aspetto che evidentemente merita di essere preso in considerazione visto che si tratta della forza politica finora esclusa dalla maggioranza.

Nel caso in cui il candidato dovesse essere l’attuale segretario del Pd, sia Salvini sia Meloni potrebbero vincere al primo turno, raggiungendo entrambi il 51%. La differenza tra Meloni e Zingaretti è addirittura di 15 punti, si riduce a 13 nel confronto tra il presidente della Regione Lazio e il leader del Carroccio. L’ex premier invece difficilmente andrebbe oltre il 9-10%.

Lo scenario potrebbe invece modificarsi, almeno parzialmente, nel caso in cui Conte decidesse di rappresentare l’area di centrosinistra-M5s: né Meloni né Salvini, infatti, riuscirebbero a oltrepassare il 50% e ci sarebbe bisogno del ballottaggio. Nel caso di candidatura del leader della Lega, si prospetterebbe un testa a testa tra Salvini e Conte, il primo è al 45%, il secondo al 43%. Renzi stabile al terzo posto con il 9%. 

Se invece il candidato fosse Giorgia Meloni, la differenza con l’attuale premier aumenterebbe: la leader di Fd’I, infatti, toccherebbe il 47%, con Conte fermo al 41%. Interessante e sorprendente il pronostico dei ballottaggi. 

Nel caso di sfida tra Salvini e Conte, anche se di misura, prevarrebbe l’attuale presidente del Consiglio sul leader della Lega (48-52). Invece se la sfida fosse Salvini contro Zingaretti a vincere sarebbe il primo con il 54%. Ma se la candidata fosse Giorgia Meloni, allora vincerebbe sia contro Conte (55 a 45%) sia nel confronto con Zingaretti (53 contro 47%).