Per la Ascani Renzi non romperà sulla prescrizione

Dove porta la lite sulla prescrizione? Per la Ascani Renzi non romperà. E l'ex renziana dice a Matteo: così cade il governo, a che scopo lo fai?

Per la Ascani Renzi non romperà sulla prescrizione
Per la Ascani Renzi non romperà sulla prescrizione

Dove porta la lite sulla prescrizione? Per la Ascani Renzi non romperà. “Comunque quando finisce questo governo, finisce la legislatura. E siccome Matteo, che la politica la capisce, non avrebbe alcun vantaggio a far cadere il Conte due perché in questo momento a Italia Viva non conviene andare al voto, penso che si muova così solo per una questione di visibilità“. E’ quel che pensa la viceministra all’Istruzione Anna Ascani, ex renziana rimasta nel Pd con Zingaretti, viceministro all’Istruzione,che parla in un’intervista a la Repubblica.

Secondo la numero due del dicastero di viale Trastevere “Renzi è il principale sponsor del Conte due, lo ha voluto fino in fondo”, perciò “questa partita a tirare la corda per vedere se cade al leader di Iv non serve a nulla” e casomai “serve solo a Salvini, che dopo la batosta in Emilia è tornato a fare lo smargiasso perché la maggioranza si sta incartando in litigi francamente incomprensibili”. 

Dove porta la lite sulla prescrizione? Per la Ascani Renzi non romperà

Non solo Ascani non capisce perché Renzi abbia alzato il livello dello scontro, né “dove vuole arrivare”, ma è certa che Renzi “sia davvero convinto che la legge sulla prescrizione vada cambiata, però così rischia due volte: di non ottenere il risultato voluto e di esporsi alle critiche di chi dice lo faccia soltanto per lucrare consensi”. Poi la viceministra ricorda: “Il governo lo abbiamo voluto insieme. E adesso che è venuto il momento di farlo camminare, dopo una Finanziaria difficile e il voto in Emilia, si rischia di minarne la vita” e si chiede: “Per che cosa?”. E aggiunge, netta: “Un partito di maggioranza che vota con l’opposizione, che decide di non partecipare a un consiglio dei ministri nel quale si discute nel merito una questione posta come dirimente, non può accusare gli altri di fare ricatti”.