Sanremo 2020, Giorgia Meloni: “Sì a Rula, ma no monologhi politici”

Continua a fare discutere la presenza della giornalista di origini palestinesi Rula Jebreal al Festival di Sanremo.

Giorgia Meloni
Giorgia Meloni

Continua a fare discutere la presenza della giornalista di origini palestinesi Rula Jebreal al Festival di Sanremo. Sul caso è intervenuta anche la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni: “Dipende cosa va a fare Rula Jebreal, va inserito nel contesto del Festival. Se Rula Jebreal, che è una donna bellissima, va a presentare, io non ho nulla da dire”, afferma a Non è l’Arena.

E ancora: “Cosa diversa è se la Jebreal, che è una persona politicamente impegnata, a spese dei contribuenti e super pagata, va a fare un monologo senza contraddittorio di mezz’ora dentro al Festival. Quello non è il contesto”. Poi la Meloni difende, un po’ sorprendentemente, Roberto Benigni: “Benigni è un artista. Ha le sue idee e lo sappiamo, ma andava a recitare Dante. Se durante il governo di centrodestra avessimo dato 30 mila euro a Mario Giordano per fare dieci minuti di monologo al Festival in un contenitore non politico, sarebbero arrivati i caschi blu dell’Onu”.

In studio da Giletti è arrivato anche Gad Lerner che ha difeso Rula: “Con Giuliano Ferrara abbiamo cominciato a raccontare l’11 settembre e con noi c’era una giovane donna araba che rompeva gli schemi, non era sottomessa, non si metteva il velo e che non coincideva con lo stereotipo ostile che su di lei si riversava. Sapeva le lingue, ha prestigio internazionale, ha cominciato da noi in questa maniera e non si capisce perché dovrebbe avere paura Giorgia Meloni di una donna italiana, israeliana e araba che parla della violenza sulle donne e che invita ospiti prestigiosi al Festival di Sanremo”.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.