Mattia Santori: “Sardine nemico numero uno del populismo”

Mattia Santori, portavoce del Movimento delle Sardine, è stato ospite a Che tempo che fa, dove ha risposto ad alcune domande di Fabio Fazio.

Mattia Santori spiega il ruolo delle Sardine
Mattia Santori spiega il ruolo delle Sardine

Mattia Santori, portavoce del Movimento delle Sardine, è stato ospite a Che tempo che fa, dove ha risposto ad alcune domande di Fabio Fazio. “Il messaggio potente – dice Santori – è stato proprio questo: con una semplice sardina siamo diventati il nemico numero uno del populismo di destra. Non solo in Italia ma anche in Europa. Lo si vede da quanto siamo attaccati sul web”. Erano presenti Roberto Morotti, Giulia Trappoloni e Andrea Garreffa, gli altri leader del Movimento.

Mattia Santori: “Sardine nemico numero uno del populismo”

Fazio ha fatto poi a Mattia Santori una domanda “scomoda”: “Ma tu sapresti per chi votare alle politiche?”. Qui il portavoce delle Sardine ha dato però una risposta piuttosto vaga: “Negli ultimi anni non è sempre facile identificarsi. Quello che però ci diciamo sempre noi è che l’elettore ha il grande diritto di saper scegliere ma ha il dovere di informarsi. Forse negli ultimi tempi siamo stati troppo a casa a criticare e non ci siamo veramente informati. E come dice qualcuno, se la politica non ha mai meriti, non avrai mai demeriti. A un certo punto bisogna che qualcosa gli riconosciamo”.

Fazio a questo punto continua a incalzare il giovane bolognese. Gli chiede quindi se un giorno avranno intenzione di fare politica e se “rispetto ai problemi concreti, all’agenda attuale della politica, avete delle posizioni”. Quindi Santori risponde: “Oggi a Taranto è stato un banco di prova importante, perché era molto a rischio la sardinata. Senza avere soluzioni, noi abbiamo sempre detto che ci riconosciamo nella complessità della politica. Riconoscere che ci sono problemi complessi che non saranno risolti da slogan. Non dal prima gli italiani”.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.