Renzi: “Serve patto per la crescita, il Pd vuole suicidarsi? Lo dica”

Il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha rilasciato un'intervista a La Repubblica dove ha spiegato cosa dovrebbe fare il Governo per prolungare la sua vita.

Matteo Renzi sul Pd
Matteo Renzi sul Pd

Il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha rilasciato un’intervista a La Repubblica dove ha spiegato cosa dovrebbe fare il Governo per prolungare la sua vita e dove ha attaccato il Pd. “Sto viaggiando tanto in tutto il mondo. Nessuno si domanda se ci sarà una nuova recessione ma solo quando – ha iniziato l’ex Premier -. L’Italia concentri su questo le sue attenzioni, non sulle risse quotidiane. Se, come penso, Trump e Xi chiuderanno l’accordo sul commercio tra Usa e Cina avremo mesi di tranquillità in più. Non vanno sprecati. Serve un grande patto politico per la crescita, non le polemiche di queste ore”.

Renzi: “Serve patto per la crescita, il Pd vuole suicidarsi? Lo dica”

Renzi ha parlato di crescita, ma il Governo che sostiene e che ha contribuito a creare sembra diviso su tutto. Ho passato notti insonni per tenere aperta Ilva quando eravamo a Palazzo Chigi – continua Renzi -. Abbiamo fatto dodici decreti, ci siamo presi gli insulti di avversari ed ex compagni di partito, abbiamo lottato con persone straordinarie come Andrea Guerra, Federica Guidi, Teresa Bellanova. E mi piace ringraziare il Procuratore di Milano, Francesco Greco, che è stato decisivo. Invece tanti che adesso fanno i professorini allora stavano zitti, Tutto questo non può essere interrotto sul più bello per la ingordigia del signor Mittal“.

Poi il senatore ha risposto a Carlo Calenda: “Lo scudo penale non è la causa del recesso ma l’alibi dietro al quale la proprietà indiana sì nasconde, grazie anche all’appoggio inspiegabile di parte dell’establishment italiano. Non è questo il motivo che spinge Mittal ad andarsene, bensì la richiesta di cinquemila esuberi. Lo scudo penale è stato introdotto da Gentiloni e tolto dal governo Conte-Salvini, non da noi. Calenda fa l’avvocato difensore di Mittal, noi facciamo gli avvocati difensori dei lavoratori”.

L’iniziativa di Lezzi

A questo punto fanno notare a Matteo Renzi che i senatori di Italia Viva hanno sostenuto l’iniziativa di Lezzi che ha stralciato lo scudo dal decreto salva imprese. “La responsabilità dell’attuale maggioranza sta nel non aver reintrodotto lo scudo, su richiesta del governo che in Aula ha assicurato non ve ne fosse bisogno – ha risposto Renzi -. Detto questo, se c’è una norma generale che agevola chi bonifica i siti industriali, noi ci siamo. Davanti a migliaia di licenziamenti un Paese civile lavora insieme, senza sciacallaggio politico. Togliamo l’alibi dello scudo, ma togliamo anche le fake news: il problema di Mittal è la crisi dell’acciaio, non lo scudo penale. Siamo seri”.

Matteo Renzi sul Pd

Infine si fanno sempre di più le voci all’interno del Pd che vorrebbero tornare al voto, Renzi però replica: “Assurdo. Ma leggo come lei le voci dal Nazareno fuggite. E allora siamo chiari. Se il Pd vuole votare, lo dica. Se i parlamentari del Pd hanno deciso di andare contro il muro hanno il dovere di comunicarlo al Paese e palesarlo in Aula. Per me è una follia, un suicidio di massa. Italia Viva pensa che si debba votare nel 2023, alla scadenza naturale, dopo aver eletto il nuovo Presidente della Repubblica. Vogliamo impegnare questi anni per abbassare il costo degli interessi a 50 miliardi, erano 77 miliardi l’anno quando sono arrivato a Palazzo Chigi, per incidere in Europa, per costruire l’alternativa al sovranismo no euro. Se qualcuno pensa di fare come in Umbria anticipando le elezioni, faccia pure: con questa scelta si perdono tutti i collegi uninominali e si causano sonore sconfitte in Emilia Romagna, Toscana e Lazio. Non so che nome dare a questa ipotesi politica, in psicologia si chiama masochismo”.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.