Novità nella manovra 2020, dal medico di base per gli esami diagnostici

esami diagnostici
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La prevenzione, si sa, è spesso il miglior modo per poter curare al meglio e risolvere le malattie, spesso anche quelle più gravi. Riuscire a mettere in atto questo proposito non è però sempre semplice: a volte, infatti, è l’ansia a frenare il piano, ma molto più spesso a incidere sono i costi da sostenere e la necessità di dover attendere a lungo per poter avere un appuntamento.

Il problema potrebbe però essere risolto almeno parzialmente attraverso una novità importante che il governo sta pensando di inserire all’interno della Legge di Bilancio 2020. L’esecutivo targato Pd-Cinque Stelle starebbe infatti pensando di destinare ben 235 milioni di euro che sarebbero utilizzati per l’acquisto di una serie di macchinari e attrezzature destinate ai medici di base. Questi avranno così l’opportunità di effettuare in prima persona esami diagnostici che prima erano possibili solo previo appuntamento presso un ospedale o una clinica specializzata.

I controlli diventano più semplici

Chi soffre di una malattia sa bene come sia fondamentale sottoporsi a controlli periodici per assicurarsi che tutto sia sotto controllo. A volte però non mancano le difficoltà ed è necessario dover sottostare a una trafila non da poco.

Il governo sembra però avere percepito queste criticità ed è pronto a risolverle con una novità davvero interessante. Alcuni esami diagnostici semplici, ma davvero fondamentali per molti potranno infatti essere eseguiti direttamente presso lo studio del medico di famiglia. Un cambiamento non da poco, non solo per la semplificazione della procedura, ma anche perché i risultati che emergeranno potranno essere valutati subito dal dottore che già conosce in modo dettagliato la storia clinica del paziente.

Tutto questo renderà così possibile anche un importante risparmio per il sistema sanitario nazionale. «Consideriamo per esempio l’ipertensione  – ha sottolineato il dottor Massimo Magi, oordinatore del progetto ‘Studio medico 3.0′ della Federazione dei Medici di Medicina generale (Fimmg) – . Per l’iperteso è consigliato un elettrocardiogramma (ecg) all’anno, ciò significa che vengono eseguiti almeno 12 milioni di esami annui. Secondo la nostra stima con gli ecg dal medico di famiglia si possono evitare circa 4 milioni di esami in altre strutture, per un costo di 20 euro ciascuno. Ciò vuol dire un risparmio di 80 milioni».

Si tratta comunque di un modo di agire che alcuni professionisti portano già avanti da qualche tempo, ma di cui ora potranno avvantaggiarsi un numero maggiore di persone. Secondo una ricerca di Adnkronos Salute due medici su dieci praticano l’elettrocardiogramma e la spirometria. Ora il sistema potrà coinvolgere anche altri test importanti quali l’holter e la dermoscopia.

Avanti anche nelle cure domiciliari

Si punta a venire in aiuto non solo a quelle persone che saranno in grado di recarsi personalmente presso l’ambulatorio del proprio medico di base. In molti casi, infatti, soprattutto nel caso degli anziani che hanno difficoltà a muoversi, i professionisti sono chiamati ad assistere i pazienti anche presso le loro abitazioni.

Il segretario generale della Federazione Fimmg, Silvestro Scotti, ha infatti sottolineato come sia importante prefiggersi un ulteriore progresso: «Il traguardo non è quello di avere le attrezzature diagnostiche solo nello studio. Ma di portarle nella borsa. Questo per aderire alla nostra idea di assistenza che significa domiciliarità e prossimità. Due parole chiave per il futuro delle cure primarie in un Paese che invecchia e in cui la popolazione con malattie croniche aumenta».