Ilva, Renzi: “Per tenerla aperta ho preso insulti dai miei ex compagni”

Matteo Renzi è tornato a parlare dell'Ilva di Taranto: "Per tenerla in piedi ho firmato dodici decreti e raccolto insulti dei miei ex compagni".

Matteo Renzi sull'Ilva di Taranto
Matteo Renzi sull'Ilva di Taranto

Per tenere aperta Ilva ho firmato dodici decreti, raccolto insulti dei miei ex compagni di partito che mi hanno accusato di essere l’omicida dei bambini di Taranto – ha confessato sulla propria pagina Facebook Matteo Renzi. Il tema è ancora quello dell’Ilva di Taranto. Per tenerla aperta, continua, “ho perso voti e ricevuto minacce di ogni genere”.

Ilva, Renzi: “Per tenerla aperta ho preso insulti dai miei ex compagni”

L’ho fatto e lo rifarei – spiega – perché se Ilva chiude, chiude l’intera industria del Mezzogiorno. Dunque: è incredibile sentirmi dire che io voglio chiudere Ilva dagli stessi che tacevano quando venivo insultato per il contrario. Sono vaccinato rispetto agli insulti ma rimane il disgusto per la viltà di certe polemiche. Che cosa sta accadendo? Ieri la proprietà di Ilva, gli indiani Mittal, ha annunciato il recesso. Se ne vogliono andare. Io sostengo che lo abbiano previsto da tempo e usino la scusa della rimozione dello scudo penale (scelta sbagliata del Governo Conte 1, scelta ancora non sanata – purtroppo – dall’attuale maggioranza) per andarsene”.

E ancora: “Parlare dello scudo penale significa guardare il dito mentre il dito indica la Luna. Qui il problema è capire se qualcuno vuole chiudere Taranto, uno degli stabilimenti potenzialmente migliori in Europa, per togliersi dai piedi un potenziale concorrente. È un rischio che molti hanno evocato fin dai tempi della gara, nel 2017. Ma proprio per questo credo che si possa agevolmente recuperare la questione dello scudo penale anche con un emendamento al DL fiscale che sta per arrivare in Parlamento (lo ha già preparato la collega Lella Paita e lo firmeranno molti di noi)”.

Mittal sta cercando pretesti

Tuttavia – conclude Renzi – il problema è che io ritengo che Mittal se ne voglia andare e stia cercando pretesti. E penso che in un Paese serio si dovrebbe agire insieme per trovare una soluzione, anziché litigare. I populisti passano il tempo in TV a cercare un colpevole, le persone serie invece provano a cercare una soluzione. Ho detto al Ministro Patuanelli che noi siamo pronti a tutto pur di trovare una soluzione. E Italia Viva c’è perché a noi non interessa ottenere visibilità ma salvare oltre diecimila posti di lavoro. Io non mi rassegno alla chiusura di ILVA. E lavoro per evitarla”.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.