Soldi russi alla Lega, la puntata di Report torna a far parlare i politici

Oltre 2 milioni di italiani hanno visto l'inchiesta di Report firmata Giorgio Mottola sul Russiagate che parla dei soldi russi alla Lega.

Soldi russi alla Lega, l'inchiesta di Report
Soldi russi alla Lega, l'inchiesta di Report

Oltre 2 milioni di italiani hanno visto l’inchiesta di Report firmata Giorgio Mottola sul Russiagate che parla dei soldi russi alla Lega. La trasmissione ha parlato dei presunti legami tra alcuni pezzi grossi russi e la Lega di Matteo Salvini. Il servizio, intitolato La Fabbrica della Paura, ha avuto il merito di riaccendere la luce su una vicenda che era andata, negli ultimi tempi, un po’ nel dimenticatoio.

Soldi russi alla Lega

Il servizio ha parlato della trasformazione della Lega, da partito antimeridionale e secessionista a un movimento sovranista. Inoltre, l’ex ministro, nello stesso periodo, aveva iniziato a mostrare simboli religiosi in pubblico e sui social, posizionando il suo partito sulla difesa delle radici cristiane.

E il servizio parla proprio di questo filo misterioso che unirebbe la trasformazione della Lega allo scandalo scoppiato riguardo ai fondi russi. Nelle prossime puntate Report dovrebbe raccontare come la presunta trattativa è solo una tessera di un mosaico molto più ampio. Sullo sfondo, infatti, ci sarebbe la nascita di un asse internazionale tra forze estremiste in Russia e negli Stati Uniti.

La politica torna a parlarne

Come ha giustamente osservato Open, dopo la trasmissione, andata in onda su Rai3, la politica ha ripreso a parlare della questione. Il primo è stato il segretario del Pd Nicola Zingaretti: “Dall’inchiesta di Report, su Rai 3, una ricostruzione accurata e ben fatta da cui scaturiscono molti interrogativi sulla Lega. Notizie inquietanti per la tenuta della democrazia italiana. Chi deve indagare indaghi per fare piena luce su tutta la vicenda”.

Poi c’è stato il turno di Enrico Letta: “Dopo la puntata di ieri di Report di Ranucci su Salvini e la pista russa non può non succedere nulla. Non può tutto continuare come prima. Non può. No, non può”. Mentre Paolo Gentiloni ha commentato: “Una bella inchiesta giornalistica che fa anche ottimi ascolti. Ignorarla sarà difficile”.

Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.