Migranti, Lamorgese sull’accordo di Malta: “Ue non ci lasci soli”

La ministra dell’Interno ha poi affrontato il tema degli sbarchi fantasma e ha spiegato la sua strategia per combatterli

Sbarchi in Italia, i numeri della Lamorgese
Sbarchi in Italia, i numeri della Lamorgese (Foto: Viminale)

La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese interviene sull’accordo di Malta per la gestione dei migranti, e lancia un appello ufficiale all’Europa. In un’intervista a Il Corriere della Sera, la ministra si dice fiduciosa per il futuro, ma chiede all’Unione Europea di aiutare l’Italia nell’organizzazione degli sbarchi.

Lamorghese e l’appello dopo l’accordo di Malta

Ho registrato un rinnovato clima di solidarietà, necessario per una effettiva condivisione del problema“, racconta Lamorgese. Parlando dei vertici di Malta e Lussemburgo a cui ha preso parte, dice: “Finora l’impegno del nostro Paese su questo fronte è stato eccezionale. Adesso solo una risposta coordinata e condivisa a livello europeo può consentire però una strategia efficace che coniughi il necessario rigore contro lo sfruttamento dei migranti e i trafficanti di esseri umani con il rispetto dei diritti fondamentali e dei principi di solidarietà che sono alla base della costruzione e dell’integrazione europea“, spiega la ministra rivolta all’Unione Europea.

Un accordo politico, che ha il valore di riconoscere nell’Italia e in Malta i “porti di primo approdo per poi raggiungere altri Paesi europei“, spiega Lamorgese. Che poi sottolinea: “La bozza di accordo può rappresentare il cambio di passo. È un inizio in direzione di un sistema di gestione più equo e bilanciato; un percorso complesso, ne sono consapevole, che auspico possa vedere progressivamente coinvolti il maggior numero possibile di partner europei“.

Migranti, Lamorghese propone un piano sugli sbarchi

La ministra Lamorgese, dopo aver lanciato il suo appello all’Europa a seguito dell’accordo di Malta sui migranti, parla di una possibile strategia comunitaria per gestire gli sbarchi. Secondo la ministra dell’Interno, si dovrebbe creare “un meccanismo di redistribuzione dei migranti basato su procedure di ricollocazione automatiche, veloci ed efficaci“. Questo servirebbe a chiarire come gestire “l’accoglienza al momento dello sbarco” e quale Stato membro “se ne debba fare carico“. Tutti elementi che potrebbero portare a “una riforma del Regolamento di Dublino“. Un piano preciso e sempre più necessario, visto anche il recente salvataggio in mare di 74 migranti fatto dalla Ocean Vikings, che proprio in queste ore sta cercando un porto sicuro.

Francesca Casonato
Nata a Conegliano il 29 giugno 1993. Mi piace non avere un posto fisso dove vivere, infatti negli ultimi anni sono passata dalla campagna trevigiana, dove sono nata e cresciuta, alla caotica Milano, e infine a Padova. Il tutto passando per la multiculturale Londra, dove ho studiato giornalismo internazionale alla City University of London. È lì che ho scoperto e coltivato il mio amore per la cronaca e le riprese, un modo diretto per capire e analizzare la storia di oggi.