Salvini sui migranti: “Scappano dalle guerre ma sono… grassottelli”

Matteo Salvini, davanti a un banchetto ad Assisi, ha "deriso" i migranti che arrivano in Italia. "Scappano dalle guerre, ma sono... grassottelli".

Matteo Salvini: "Migranti scappano da guerre ma sono grassottelli".
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Matteo Salvini, davanti a un banchetto ad Assisi, ha “deriso” i migranti che arrivano in Italia. “Scappano dalle guerre, ma sono… grassottelli“. Parole che, ovviamente, hanno fatto piombare, o meglio ripiombare, il leader del Carroccio al centro di una bufera di polemiche. Sempre oggi, giovedì 12 dicembre, Salvini aveva inoltre provocato Pd e Movimento 5 stelle: “Unitevi anche alle regionali, io vi batto”.

Salvini sui migranti: “Sono grassottelli”

Questi migranti – ha detto Matteo Salvini – che scendono dai barconi e dicono che scappano dalla guerra di solito sono anche più grassotteli di voi. Parole che hanno provocato le risate e gli applausi delle persone asserragliate nei pressi ad ascoltare il proprio leader.

La battuta però non è piaciuta a tutti. Proprio per niente. Tra questi c’è Selvaggia Lucarelli, che su, suo profilo Facebook ha scritto: “‪Ad Assisi, nella città del santo che abbracciava i lebbrosi e diventava un mendicante, mentre si mangia al ristorante con le tovaglie pulite e il vestito buono, si ride delle battute becere su barconi e migranti ‘grassottelli’ del bullo Salvini. Spero che l’Umbria si vergogni tutta”.

‪Ad Assisi, nella città del santo che abbracciava i lebbrosi e diventava un mendicante, mentre si mangia al ristorante con le tovaglie pulite e il vestito buono, si ride delle battute becere su barconi e migranti “grassottelli” del bullo Salvini. Spero che l’Umbria si vergogni tutta.

Pubblicato da Selvaggia Lucarelli su Giovedì 12 settembre 2019
Matteo Salvini
Mattia Pirola
Nato il 18 luglio del 1990, vivo da sempre nella tranquilla Cassina de' Pecchi, alle porte della ben più caotica Milano. Con una laurea in Storia ho soddisfatto la mia voglia di conoscere il passato e con l'attività giornalistica la necessità di analizzare il presente, ben consapevole che questa epoca sarà ricordata per le sue innumerevoli contraddizioni.