Governo Conte bis, al lavoro per chiudere il nodo sottosegretari

Il governo Conte bis si avvia verso la chiusura della partita dei sottosegretari, per i quali si fanno già diversi nomi per i Ministeri

Governo Conte bis, verso la definizione dei sottosegretari
Governo Conte bis, verso la definizione dei sottosegretari

Governo Conte bis in partenza, dopo il sì del Senato, ma mancano ancora i sottosegretari. Sui quali però Giuseppe Conte ha fatto sapere di voler chiudere la partita al più presto, per «essere quanto prima attivi». Già oggi, forse, si potrebbe arrivare alla soluzione del rompicapo che riguarda i sottosegretari, anche se, come fanno sapere fonti di governo, la composizione della squadra è complessa. Complici anche i sistemi di selezione dei candidati, che sono diversi per il M5S e il Pd. E c’è poi da tenere conto delle quote rosa e della rappresentanza del Sud, due criteri che vanno rispettati.

I posti a disposizione sono circa 18, perché 2 spetterebbero invece a Leu. In particolare, tra i dem si danno in “buona posizione” almeno 7 nomi (Ascani, Marattin, Cociancich, Fiano, Malpezzi, Margiotta, Dario Stefano). Mentre tra i Cinquestelle si fa quasi a pugni per accaparrarsi un posto, e le liste sono state completate dopo infinite riunioni. Ora la parola spetta a Luigi Di Maio, che dovrà decidere chi portare sul tavolo della trattativa con il Pd.

I nomi possibili

Se ancora non c’è nulla di confermato, alcuni nomi cominciano a circolare su chi potrebbe andare a occupare la posizione di sottosegretario.

Ad esempio, al Mef sono in corsa Laura Castelli e Stefano Buffagni, ma tra i Cinquestelle si vocifera anche di Alessio Villarosa, Giovanni Currò, Marco Pellegrini e Vincenzo Presutto. mentre da parte Pd si hanno Antonio Misani e Claudio De Vincenti.

Per il Ministero degli Interni i nomi in gioco per i dem sono Emanuele Fiano e Franco Mirabelli, mentre sul fronte del M5S si parla di Elisabetta Trenta, su cui però ci sarebbero riserve interne al Movimento. Walter Verini è l’ipotesi più accreditata invece per il Ministero della Giustizia.

A coadiuvare Luigi Di Maio alla Farnesina potrebbe andare Lia Quartapelle o Marina Sereni. Per la Difesa si danno in pole position Angelo Tofalo e Gianluca Aresta. Al Mit, invece, il testa a testa è tra il dem Massimiliano Manfredi e il pentastellato Agostino Santillo. Per il Mise avrebbe buone probabilità Giampaolo Manzella, ma in lizza ci sono anche Mirella Liuzzi, Davide Crippa e Andrea Cioffi. Il sottosegretario al Lavoro potrebbe essere Chiara Gribaudo, in un testa a testa con il Leu Arturo Scotto. Alla Salute i grillini hanno schierato Giorgio Trizzino, Dalila Nesci e Nicola Provenza, mentre la deputata Maria Pallini punterebbe agli Affari Regionali.

Il pentastellato Salvatore Micillo potrebbe andare all’Ambiente, ma anche Alberto Zolezzi. Affollata la Commissione Cultura, per cui si sono fatti ben 15 nomi, tra cui Gianluca Vacca, Paolo Lattanzio (entrambi candidati al Mibact), Lucia Azzolina (Istruzione), Danila De Lucia (quest’ultima si sarebbe proposta per la delega all’Editoria).

Per le Politiche Ue si fa il nome dell’attuale capogruppo M5S alla Camera Francesco D’Uva: per lui si parla, tra le varie opzioni, di un ruolo come vice al Viminale o come sottosegretario ai Rapporti col Parlamento. All’Istruzione come viceministro continua a girare il nome di Anna Ascani, per la PA Simona Malpezzi, per lo Sport Patrizia Prestipino.

Elisabetta Riboldi
Nata il 15 luglio 1992, ho seguito il tipico cursus honorum della letterata milanese: diploma al liceo classico G. Berchet, laurea triennale in Lettere Moderne e magistrale in Filologia Romanza presso l'Università degli Studi di Milano. Fervente appassionata di tutte le arti, curioso nelle librerie, alle mostre, nei musei; per quasi dieci anni ho seguito corsi di teatro e, in seguito, di danza ottocentesca. Ma quella stessa curiosità che mi porta a indagare l'arte e la storia mi àncora fortemente all'attualità, di cui cerco di indagare processi e retroscena.