Governo Conte: la fiducia c’è con 343 voti a favore

La giornata della fiducia si è chiusa con 343 voti a favore e 263 contro.

Il Conte Bis è ufficiale. La Camera dei Deputati ha votato a favore della nascita del nuovo Governo giallorosso con 343 voti positivi contro i 263 che hanno votato no alla fiducia, mentre sono stati soltanto tre gli astenuti.

Un giorno di chiacchiere

È andata in scena una “maratona”. Prima il discorso di Conte e poi le risposte dei deputati. In mezzo, il putiferio. Interruzioni continue, cori da stadio e sfottò, da una parte e dall’altra. I deputati leghisti hanno gridato: «Elezioni, elezioni, elezioni» e ancora più spesso hanno dato del “buffone” al Presidente del Consiglio in carica, sottolineando la sfiducia urlando «poltrona».

La votazione

Come da previsione, il nuovo Governo, è stato votato da Movimento Cinque Stelle, Partito Democratico e Liberi e Uguali. Altrettanto di facile intuizione il voto contrario di Lega e  Fratelli d’Italia, che hanno manifestato il dissenso e la loro distanza dal nuovo esecutivo in piazza a Montecitorio. La destra è unita, ma non avrà – per il momento – l’appoggio di Forza Italia che, in piazza a protestare, non si è presentata.

In Senato

Dopo la Camera, tocca al Senato. Ma anche qui non si dovrebbero avere problemi a ottenere la maggioranza che può concedere la fiducia al nuovo Governo, nonostante qualche astenuto o addirittura, chissà, contrario come Paragone e Richetti.

Polemiche e scontri verbali

«Che una forza politica, e un leader politico, possa decidere ogni anno di poter portare il paese e elezioni è irresponsabile» ha detto Conte che ha diretto un attacco forte al leader della Lega, Matteo Salvini. Ma anche il Carroccio ha scagliato colpi senza sosta al Premieri: prima sbeffeggiandolo durante il suo discorso e poi riservandogli pillole avvelenate come quella dell’onorevole Molinari che ha detto: «Noi eletti e lei no, non accetto lezioni».

Nel suo complesso, il discorso di Conte è durato un’ora e mezza, riuscendo a battere il se stesso di quasi 15 mesi fa, grazie anche alle cinquanta interruzioni delle opposizioni al Governo giallorosso. In questo discorso lungo come una partita di calcio, Conte ha voluto
citare Saragat: «Fate che il volto di questa Repubblica sia un volto umano». Ovviamente a partire da una nuova strategia sull’immigrazione, il lavoro, il decreto sicurezza e una nuova legge elettorale.