Alfonso Bonafede, i retroscena che spiegano la riconferma del Ministro

Alfonso Bonafede è stato l'unico Ministro, assieme a Sergio Costa, a essere stato riconfermato al suo posto: quello di Ministro della Giustizia.

Il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede
Il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede

Alfonso Bonafede è stato l’unico Ministro, assieme a Sergio Costa, a essere stato riconfermato al suo posto: quello di Ministro della Giustizia. Bonafede è un amico personale, per non dire persona di fiducia, di Giuseppe Conte, di cui è stato tra l’altro assistente all’università di Firenze. Il Ministro è però anche molto legato a Luigi Di Maio, il terzo ministro dei 5 stelle riconfermato, anche se spostato agli Esteri, dopo la crisi di Governo.

Alfonso Bonafede

Bonafede ha 43 anni, è avvocato civilista, nato a Mazara del Vallo in Sicilia, ma trapiantato a Firenze. Proprio in Toscana inizia la sua carriera politica, appoggiando Beppe Grillo nel lontano 2006. Si candiderà anche a Sindaco di Firenze per diventare poi parlamentare dell’opposizione. Sceglierà però di non trasferirsi a Roma e di rimanere con la famiglia nel capoluogo toscano, diventando così uno dei tanti pendolari che si muovono, anche quotidianamente, tra le due città.

Come membro dell’opposizione pentastellata, si è battuto tante volte come un leone proprio contro i nuovi alleati del Pd, sempre da lui accusati di essere ipocriti e incoerenti. Tra le sue proposte, negli anni passati in parlamento, si può ricordare il divorzio breve.

La battaglia contro la corruzione

Alfonso Bonafede, assieme a Toninelli, che però non è stato riconfermato, era tra i ministri più amati degli elettori del Movimento 5 stelle. La sua popolarità è dovuta, soprattutto ma non solo, alla battaglia da lui intrapresa contro la corruzione. La sua legge, ribattezzata “spazzacorrotti“, aumenta le pene contro la corruzione. Inoltre lancia la norma per cui chi viene condannato non può più partecipare agli appalti pubblici. All’interno della legge, però, c’è anche la riforma della prescrizione. Questa lo ha portato ad avere parecchi scontri con Salvini e la Lega.

Alfonso Bonafede è stato anche il sostenitore dell’aumento delle pene per chi commette reati contro le donne. Una serie di norme che sono poi confluite nel Codice rosso, realizzato assieme a Giulia Bongiorno.