Renzi, nasce il suo nuovo gruppo alla Camera: c’è anche la Boschi

Il progetto di fare nascere un gruppo alla Camera coordinato da Renzi e con Giacchetti come Capogruppo sarebbe in fase avanzata.

Matteo Renzi
Matteo Renzi

Il progetto di fare nascere un gruppo alla Camera coordinato da Renzi e con Giacchetti come Capogruppo sarebbe in fase avanzata. Il tutto potrebbe completarsi verso metà ottobre. Lo confermerebbero fonti vicine all’ex segretario dem: “Mai sentito Matteo tanto determinato, si parte”. Il gruppo di renziani dovrebbe contare circa 30 parlamentari. Al Senato, invece, non ci sarà nessuna operazione di questo tipo, perché le regole non lo permettono. Renzi però potrebbe uscire dal Pd e andare al Misto, assieme a 4 senatori. I nomi non sono ancora certi, ma un’ipotesi è che potrebbero seguirlo Faraone, Magorno, Malpezzi, e Bini.

Il motivo di questa manovra lo spiega uno degli strateghi dell’operazione: “Diversi guastatori, anzi chiamiamoci spingitori, gente cioè che incalza il Pd dal di dentro a colpi di iniezioni di coraggio riformista e di grande radicalità innovativa, in una prima fase non aderisce al progetto. Lo sostiene da fuori”.

Renzi, nasce il suo gruppo alla Camera

Il leader del Pd non andrà comunque a contrastare il nuovo governo appena creato. Renzi infatti spiega: “Sarà una separazione assolutamente consensuale. Il nostro progetto serve a rafforzare il governo, ad aggiungere una gamba in più capace di parlar fuori dal recinto della sinistra e anche ad aiutare la sinistra“. Se però qualcuno esce dal Pd, qualcun’altro entrerà. Si tratta di Leu, che ora scalpita per rientrare alla casa madre.

I motivi di questa strategia possono essere parecchi. Renzi potrebbe provare infatti a creare quel partito “nazione”, con forze di sinistra e magari della destra moderata, che già aveva creato durante il suo mandato da Premier. Potrebbe, però, esserci di più sotto. Infatti, se il governo Pd-M5s dovesse andare male e perdere consensi, Renzi potrebbe approfittarne per recuperarli e quindi, magari, scalzare Zingaretti quale figura cardine da contrapporre a Matteo Salvini.

Comunque, come già accennato, il Governo non dovrebbe essere minacciato. “Conte – raccontano i gestori dell’operazione al Messaggero – non ha nulla da temere. Anzi sta già capendo che questa operazione lo fortifica“.